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Seminario “I luoghi dell’anima”, Monte Sant’Angelo, Ass. GustiAmo la musica

22 Nov

Monte S. Angelo. Continua il ciclo di incontri seminariali dal titolo “Identità e globalizzazione”,   organizzati dall’associazione “GustiAmo la Musica” con la collaborazione del prof. Giuseppe Piemontese nella bella cornice dei locali della sede dell’associazione in via del Torrione, 10  (ex “I Templari”).

Il progetto è stato articolato con l’obiettivo programmatico di evitare ogni approccio inutilmente aneddotico, agiografico, folcloristico, localistico, e per porre invece l’attenzione sugli elementi di universalità e, quindi, di connessione, oramai di connessione “globale”, con la “Storia” di questo territorio e quindi della “Identità Garganica” e “Montanara” in particolare.

Fondamentale, da questo punto di vista l’approccio metodologico del Prof. Giuseppe Piemontese, autore di numerose pubblicazioni già dagli anni settanta.

Egli, partendo dallo studio delle origini preistoriche, seguendo le tracce della principali vicende economiche, politiche, istituzionali e culturali, si è venuta dipanando fino ad arrivare ai nostri nostri, sempre cercando il tema delle “connessioni”, delle relazioni economiche e culturali, delle identità “mobili” e dinamiche.

L’obiettivo, sottolineano gli organizzatori, è quello di ricostruire il senso di identità e di appartenenza della comunità montanara, con l’obiettivo di favorire percorsi di superamento di una certa condizione attuale segnata da una sorta di senso diffuso di disagio e di inadeguatezza, di scollegamento e sconnessione con le dinamiche economiche, sociali, culturali fondamentali, che sembrano essersi spostate altrove.

La tesi di fondo è che la comunità montanara per rimettersi in moto e per superare la attuale situazione di empasse, debba ricostruirsi al più presto una idea di sé che non sia più limitata e addirittura impedita da visioni fondamentalmente sbagliate.

Il tutto visto in una prospettiva di conoscere il proprio territorio, per uno sviluppo integrale fra il passato e il presente, fra  ciò che l’uomo ha costruito e le eventuali potenzialità  che egli, insieme al suo territorio, può esprimere e programmare per far si che ogni sua azione sia la conseguenza di un progressivo e razionale sviluppo fra il passato e il presente, al fine di preparare il futuro.

Siamo convinti, osserva il prof. Piemontese, che solo considerando il territorio come un organismo vivente, lo si potrà meglio conservare e difendere, nel rispetto dell’anima dei luoghi e della sacralità territoriale e paesaggistica.                     

La Storia, questa la scommessa degli organizzatori, se viene  diffusamente conosciuta e compresa,  può fornirci le linee fondamentali della via giusta da percorrere.

Il ciclo di seminari è stato organizzato su quattro incontri settimanali, due già svoltisi con un buon successo di pubblico e con un notevole grado di partecipazione attiva.

 

Nella prima Giornata,  tenutasi domenica 10 novembre, già con un buon successo di pubblico, si è parlato de “I Longobardi nell’Unesco e l’identità culturale dell’Europa”, con specifico riferimento ai miti e alle leggende del Gargano, alla nascita del culto micaelico, allo sviluppo del pellegrinaggio, all’avvento dei Longobardi sul Gargano e alla diffusione del culto nella  Longobardia Minor e Maior,  facendo riferimento alla  Via Sacra Langobardorum o Via Francigena del Sud e infine alla formazione e caratterizzazione dell’Unità Europea, con specifico riferimento alle motivazione che hanno determinato il riconoscimento, da parte dell’Unesco, del Santuario di San Michele, a Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

 

Il successo della prima giornata ha fatto da apripista per il successo ancora maggiore della seconda giornata, tenutasi sabato16 novembre, nella quale il prof. Giuseppe Piemontese ha parlato de “I Grimaldi e l’agonia feudale”, con specifico riferimento alla nascita dell’Honor Montis Sancti Angeli, alla Signoria degli Scandeberg, dei di Sangro e di Consalvo di Cordova, all’avvento dei Grimaldi,  ai rapporti riguardanti i Grimaldi sia con l’Università di Monte Sant’Angelo che con la Mensa Arcivescovile, in special modo per quanto riguarda il problema degli usi civici e delle varie usurpazioni del demanio pubblico e infine del tramonto e dell’agonia della feudalità, dalla rivoluzione napoletana del 1799 fino alle leggi eversive del 1806, con tutti i problemi riguardanti la quotizzazione delle terre e la nascita di una nuova classe dirigente, la cosiddetta borghesia fondiaria ed agraria.

In tale giornata il prof. Piemontese è stato brillantemente affiancato dalla Professoressa Leonarda Crisetti Grimaldi, autrice a sua volta di numerose e qualificate pubblicazioni soprattutto riferite all’area che costeggia le lagune di Lesina e di Varano, che ha riferito all’attento pubblico gli esiti delle sue significative ricerche condotte concentrando l’attenzione sullo studio del Catasto Onciario (prima metà del ‘700) e del Catasto Murattiano (primi anni dell’800) e quindi sulla nascita della proprietà privata e sulle questioni demaniali a partire dai primi decenni del 1700 a oggi con particolare riferimento a Cagnano Varano, pubblicate in due tomi per i tipi “Edizioni del Rosone” col titolo “L’agonia Feudale e la Scalata dei Galantuomini” .

La professoressa Crisetti Grimaldi ha sottolineato gli elementi di criticità della nascita della proprietà privata nell’area di Cagnano, con dinamiche e percorsi in verità non dissimili da quelli propri dell’area montanara, soprattutto evidenziando gli elementi di non adeguatezza sociale e storica della classe dei “Galantuomini” che profittando delle posizioni di potere amministrativo ed economico ricoperte, limitarono ed anzi impedirono nei fatti le quotizzazioni di terreni sottratti al feudo con le leggi eversive della feudalità del 1806 e la loro prevista attribuzione diffusa ai contadini occupatori, e favorirono invece la formazione di una proprietà estensiva e di una classe padronale avida e insensibile, segnata dalla pratica delle usurpazioni e adusa all’utilizzo privato della risorsa pubblica.

Sul tema si è sviluppato un interessante dibattito, con interventi segnati da ripetuti collegamenti alla condiziona attuale e compresi tra una certa attenzione ai processi di modernizzazione comunque portati dalla nascita della nuova classe sociale degli “jalantuumene”, la mesa in evidenza dei processi talvolta di peggioramento della condizione dei contadini più poveri, e il tema pure posto, della mancata nascita di una borghesia vera, capace di consapevolezza del proprio ruolo sociale e civile, e non già caratterizzata dalla sola attitudine all’accaparramento dei beni ex feudali e demaniali.

 

 

Nella terza Giornata prevista per sabato 23 Novembre, si parlerà più diffusamente della nascita dei cosiddetti “Galantuomini” e della formazione della proprietà privata in Capitanata e quindi della situazione socio-economica dopo l’Unità d’Italia, del brigantaggio, delle lotte per l’occupazione delle terre, della situazione economica riguardate l’agricoltura e la pastorizia, del demanio pubblico e degli usi civici, delle grandi famiglie agrarie e quindi della formazione della proprietà privata, con riferimento al territorio di Monte Sant’Angelo e alle relative usurpazioni demaniali.

Nell’occasione il prof. Piemontese sarà affiancato dal Prof. Michele Tranasi, autore di due apprezzati studi sulla nascita della proprietà contadina nell’area di Mattinata e di Monte S. Angelo, e del recentissimo e già celebrato “Monte S. Angelo negli ultimi due Secoli” Bastogi editore.

 

Infine nella quarta Giornata prevista per domenica 1 Dicembre, si presenterà il libro del Prof. Giuseppe Piemontese “L’Anima dei Luoghi. Dalla Globalizzazione allo Sviluppo locale” (2012 –  Bastogi), in cui si parlerà principalmente del concetto di identità nella società contemporanea, di territorialità, di paesaggio come patrimonio culturale, di Beni Culturali, di non-luoghi, di alcuni simboli storici del passato che rappresentano oggi la memoria storica di un popolo, come le piazze e la toponomastica, la territoralizzazione del sacro, la coscienza di luogo, con specifico riferimento al significato di Genius Loci o Anima dei Luoghi, e poi alla formazione e alla costituzione dei cosiddetti Piani Urbanistici Generali (PUG), visti nell’ambito del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale e della Carta dei Beni Culturali. Infine del significato di globalizzazione in rapporto al concetto di identità e di territorialità, nell’ambito di un equo e solidale sviluppo locale autosostenibile. Nell’occasione il prof. Piemontese sarà affiancato dal prof. Domenico Di Iasio dell’Università di Foggia, presidente della sezione di Foggia della Scuola di Studi Filosofici, che si è coccupato svariate volte del tema dei temi dell’economia del territorio e dell’ambiente, dell’identità e della globalizzazione (si cita tra tutti il lavoro intitolato “La globalizzazione e il suo limite” (2009 – Pensa – Multimedia).

 

 
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Pubblicato da su 22 novembre 2013 in Senza categoria

 

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