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Il Segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone visita la Grotta di San Michele in Cagnano Varano

29 Lug

 Lunedì 17 giugno il Segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone visita la Grotta di San Michele in Cagnano Varano , qui giunto grazie all’invito delle parrocchie e dell’ispettore della Gendarmeria Vaticana, il cagnanese Luigi Trombetta.

La visita alla Grotta sul Varano è rientrata nel percorso compiuto dal cardinale in occasione del decimo anniversario della santificazione di Padre Pio, con una cerimonia svoltasi nella Basilica di San Giovanni Rotondo.

Dopo la visita privata alla Grotta di San Michele, il cardinale ha presieduto la cerimonia eucaristica nella Chiesa Madre “Santa Maria della Pietà” gremita di gente.

La grotta di San Michele in Cagnano Varano, meno conosciuta di quella dell’omonimo Santuario di Monte S. Angelo (FG) ma non meno interessante, si trova nel territorio di Cagnano Varano (FG), a meno di 1 Km dalla riva meridionale della laguna di Varano e a 28 km circa da San Giovanni Rotondo. Frequentata sin dal Paleolitico, è a tutt’oggi meta di visitatori provenienti da ogni luogo mossi da interessi storici, naturalistici e soprattutto religiosi. “Bagnarmi in grotta alla presenza dell’Arcangelo – confida uno di essi – una sensazione stupenda che difficilmente si riesce a provare!”

Si tramanda che essa sia stata visitata anche da San Francesco e da San Pio. Quest’ultimo l’avrebbe prescelta sin dagli anni del secondo conflitto mondiale e nel mese di maggio 2002 voluto lasciare in essa traccia di sé. In prossimità dell’altare maggiore i fedeli vedono infatti impressa nella roccia calcarea l’effigie del Santo di Pietralcina.

Il culto micaelico affonda le radici nella tradizione orale, la quale narra che l’Arcangelo sia passato per la grotta di Cagnano prima di recarsi a Monte Sant’angelo, dove avrebbe fissato definitivamente la sua dimora.

La leggenda vuole che, dopo avere combattuto contro il toro, l’Arcangelo abbia lasciato in grotta le impronte del suo cavallo e traccia delle sue ali; che mentre proseguiva il suo viaggio per Monte, Egli si sia fermato poco distante dal centro storico di Cagnano, per ristorarsi. Stanco ed assetato, s’inginocchiò, posò le mani sulla roccia, avvicinò ad essa la bocca e improvvisamente sgorgò per davvero acqua fresca e pura. È nata così la sorgente nota come Fundana de Sa mMichele, una fonte che per secoli ha dissetato la popolazione e gli animali del luogo. Più avanti, proseguendo il suo cammino, l’Arcangelo giunse in un bosco, dove tramutò una pozzanghera nella Puscina di San Michele. Qua e là per il paese, ma anche nelle contrade di campagna e nei pozzi, fino alla prima metà del secolo scorso, i cittadini e gli allevatori hanno collocato una statua di San Michele, perché l’Arcangelo si premurasse di non fare mancare l’acqua per sé, per i campi, per le greggi.

Mamme e papà hanno battezzato i figli in suo nome. Molti cagnanesi lo hanno frequentemente invocato e persino bestemmiato. I fedeli di Cagnano, uniti a quelli dei paesi viciniori andavano in pellegrinaggio in grotta, il 29 settembre e l’8 maggio di ciascun anno.

A Cagnano, però, la ricorrenza più sentita cadeva nel mese mariano, di derivazione longobarda, di cui rimane traccia nell’antico altare con rettile. Questo interessante altare, che riporta in facciata un tozzo serpente posto sotto un volto incorniciato da riccioli, è però sacrificato, rinchiuso in una sorta di ripostiglio.

Le due date, significative sotto il profilo religioso e culturale, sono legate alla transumanza, praticata nel Gargano sin dai tempi remoti e resa obbligatoria con gli Aragonesi: il 29 settembre le greggi scendevano dai monti abruzzesi per guadagnare i nostri pascoli e trascorrere le fredde giornate autunnali e invernali, l’8 maggio, rientravano, assicurandosi il pascolo per tutto l’anno.

I paesi legati all’economia agricolo-pastorale nell’Ottocento hanno deciso di istituire la fiera del bestiame, tra essi Cagnano Varano, che nei giorni 8, 9 e 10 maggio deliberò di celebrare anche la festa dei santi patroni.

San Michele, per volontà del Decurionato e della confraternita di San Cataldo, nella prima metà del XIX secolo divenne, dunque, protettore dei cagnanesi insieme a San Cataldo.

Il culto dell’Arcangelo, attestato dai visitatori che hanno voluto lasciare traccia del proprio passaggio nel pozzo, nella pila e nel pozzillo di Santa Lucia, nel rettile, nel toro, nelle pitture rupestri della Crocifissione, della Madonna col Bambino e nei Tre personaggi aureolati, nei graffiti di mani e piedi sulle basole del pavimento, nelle statue e negli altari dell’Annunciazione, di San Raffaele e San Michele, nelle lucerne, nelle leggende e – da ultimo – nelle firme e nei pensieri apposti su un voluminoso registro, è tuttora molto vivo.

Il traffico cultuale in grotta è in ogni caso molto antico, avendo la grotta di Cagnano Varano già dato stanza ai culti pagani orientali, diffusi nel Gargano soprattutto ai tempi dell’impero romano.

Leggendo gli Atti del convegno 2009, pubblicati a cura di Leonarda Crisetti, Michele d’Arienzo e Antonio Guida, Ed. Bastogi, pare di capire infatti che i pellegrini siano qui giunti per interpellare Calcante, per chiedere l’intervento salutare di Esculapio, per onorare Mithra e Venere al tempo “degli dei falsi e bugiardi”, per invocare l’aiuto di San Michele, San Gabriele, San Raffaele e della Vergine con la diffusione del Cristianesimo.

La grotta presenterebbe perciò tracce di un meticciato culturale orizzontale e verticale di popoli che l’hanno frequentata in tempi diversi e nello stesso tempo condividendo approcci diversi col sacro.

Motivi variegati e complessi spingono anche oggi uomini donne, giovani e bambini a fare una visita all’Arcangelo, per essere rassicurati, ricevere protezione, credere che Egli possa contrastare le energie negative dell’esistenza umana.

 Motivi esistenziali che inducono a ritenere  che la grotta di San Michele di Cagnano Varano troverà sempre più spazio tra i santuari del mondo per soddisfare la voglia eterna di sacro. 

Leonarda Crisetti

 
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Pubblicato da su 29 luglio 2012 in notizie di cronaca

 

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