RSS

L’analogia donna-Madonna: una lettura tutta umana

06 Mar

 

In occasione della festa della donna, vorrei proporre una lettura tutta umana del rapporto coltivato, soprattutto in passato, tra donna e Madonna. Credo che proprio l’essere madre di quest’ultima abbia fatto breccia nella devozione popolare cagnanese e di tutto il mondo cattolico-cristiano. Maria, infatti, come tutte le madri, gode del privilegio di poter creare la vita, è, perciò, amorosa e sofferente.

L’analogia donna-Madonna non mi pare una forzatura; trova conferma nei detti, passati di bocca in bocca tra le donne di Cagnano. Di fronte alla precarietà dell’esistenza e al condizionamento culturale, che le vuole obbedienti e rassegnante, le donne sussurrano: “C’àmma bbrazzà la croce!”; “àmma purtà la croce!”. Quando si chiede loro di sbrigare questa e quelle faccenda, proferiscono: “Se ccande ne mburte la croce!”. Espressioni tutte di genere femminile, che alimentano la convizione secondo la quale la donna sia venuta al mondo per soffrire.

Se, con la diffusione del Cristianesimo, la donna cagnanese  vede nella Madonna un’altra se stessa, prima ancora credo si sia identificata nella “Quarandanna”, una figura mitica riconducibile alla tradizione greca, che porta nell’espressione i segni della vita concepita come "valle di lacrime".

La Quarandanna è vestita con gli abiti prevalentemente scuri: gonna lunga arricciata in vita (gunnedda), giacca corta (ggiacche), fazzoletto in testa (tuccate), la conocchia e il fuso in mano.  Fila la lana tutto il giorno, per pagare i debiti del marito ubriacone.  Muore, infine, impiccata e bruciata.

Fino agli anni Sessanta del secolo scorso, le bambine del posto giocano ancora con la Quarandanna, una pupa di pezza costruita con le proprie mani, che viene impiccata ad una corda sospesa nel cielo, legata tra due pali fissati ai due lati della strada. La si lascia dondolare nei quaranta giorni che precedono la Pasqua, al sole, al vento e alla pioggia, finché non viene bruciata.  

C’è chi vede nella Quarandanna, [conocchia e fuso in mano], la figura di Lachesi, una delle tre Parche, che presiede al corso della vita, prima che Atropo ne recida i fili. C’è chi vi ritrova la figura di Erigone,  che muore suicida, impiccandosi ad un albero, dopo aver scoperto il cadavere di suo padre. Questa dea greca sale, poi, in cielo insieme al cane paterno, formando le costellazioni della Vergine e del Cane minore. In onore di erigone è istituita la festa delle "Aiorà", per frenare la tendenza suicida di molte adolescenti. Durante i festeggiamenti, che cadono tra febbraio e marzo, le fanciulle dondolano su altalene appese ai rami degli alberi, sottoponendosi al rito porpiziatorio della fertilità.  

Con il passare del tempo, proprio nel periodo in cui i greci festeggiano le "aiorà", i cristiani decidono di celebrare la morte e la resurrezione di Cristo. il rito della Quarandanna sembra confluire, quindi, in quello della Quaresima e diviene periodo di preparazione alla Pasqua.

La tradizione cagnanese vuole anche che Quarandanna sia la moglie di Carvuale [Carnevale]. Le due figure sono, però, l’equivalente di due esatti contrari: magra, triste e instancabile la prima; grasso, spendaccione e perdigiorno il secondo. Sottomessa, paziente, dedita al lavoro e al marito, pronta a sacrificarsi, Quarantanna sembra il ritratto della donna cagnanese. Brava e instancabile donna, "messa in croce" dal marito sciupone, o come si dice da noi, "scialaccone".

Se Carnevale personifica i divertimenti, Quarandanna diviene simbolo della penitenza. Ha l’aspetto bruttino, con il "muso storto" -secondo cagnanesi e sannicandresi-, o "di cane" che morde la lingua ai bambini- secondo gli abitanti di Monte Sant’Angelo. A San Giovanni Rotondo il fantoccio della Quarandène è ormai cristianizzato: porta, infatti, "na crona mmano" [una corona in mano], non più fuso e conocchia. 

La mattina di Pasqua, eliminata l’ultima penna infissa nella patata, posta ai piedi della Quarandanna fungendo da calendario, le donne dicono allegre:

Jè ffenuta la mozza e la sana

fore fore la Quarandana! 

 

Quello della Quarandanna è solo uno dei molti riti pre-cristiani, mutuati dai cattolici per agevolare la conversione dei pagani che abitano nei villaggi [pagi]. Alla figura mitica della Quarandanna sarebbe subentrata, poi, quella affascinante della Madonna, una donna che dona la vita, consentendo alla specie di moltiplicarsi, non senza soffrire.

L’analogia donna-Madonna si può cogliere, inoltre, nel concetto tutto umano di santità. Santo è colui che sta a fianco, che è compagno, che mostra disponibilità assoluta. Come la Madonna accoglie il sacrificio del Figlio, la donna  accetta di soffrire per mettere alla luce i propri figli ed  è disposta a sacrificare se stessa per salvare la famiglia.

Accade, infatti, nella società contadina, che a fronte di rapporti difficili con il marito, la suocera, il fratello del marito, il figlio maggiore [alle aggressioni verbali e fisiche dei quali deve sottostare, spesso umiliandosi], la donna che più tace ed è  in grado di sopportare meglio, sia chiamata “Santa” dalle vicine.

Santa è, dunque, la donna che soffre nel tentativo di portare la “sua croce” lungo un "calvario" che dura tutta l’esistenza e si traduce in assenza di diritto di parola, di muoversi liberamente, di assumere decisioni, di scegliere con chi trascorrere la propria vita. Questa donna, lavora, inoltre, come una bestia da soma, in casa, in campagna e al lago.  Si occupa dell’educazione dei figli, veicolando comunque l’idea che la maggiore autorità sia quella paterna.1

 

 

 


1 Il saggio prosegue con La devozione mariana a Cagnano Varano (in questo blog)

 

 

Annunci
 
Lascia un commento

Pubblicato da su 6 marzo 2009 in Donne

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: