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Gita all’idroscalo di San Nicola Imbuti sul Varano nel 1917

19 Ott

 

[…] Il diploma del fratello frutta un’altra bella gita. Questa volta al vicino aeroporto. È zona di guerra ed è vietato entrarvi. Ma lozio dottore che è l’assistente dei militari dell’Aeronautica e della Marina ottiene dal comandante il permesso speciale e li accompagna egli stesso.

A piedi, la comitiva raggiunge a qualche chilometro di distanza la riva del lago. Fa conoscenza con le sorgenti, di sotto le rocce scaturisce l’acqua dolce e par che bolla, con la Tufara, una montagna dalla quale operai specializzati cavano, a colpi di piccone, speciali blocchi ai quali danno forma di parallelepiledi, adoperati nella costruzione delle case, chiamati tufi.

 Visita le casette ove vien pesato il pesce pescato. Poi prende posto in un sandalo prenotato (l’imbarcazione usata dai pescatori del lago) che parte sulle immote argentee acque, spinto dai remi da due pescatori.

Durante la traversata ammira le grotte ricoperte di capelvenere, gli orti dove ogmni pescatore ha una casetta o semplicemente una capanna e lo spazio per tirarvi il sandalo quando non è a lavoro.

Sulla superficie dell’acqua ogni tanto salta qualche pesce. Gabbiani volano attenti e pronti a ghermirli. Dopo una buon ora di traversata si giunge in prossimità dell’aeroporto.

Nell’aria s’ode, sempre più vicino, un rumore. Un uccello di grandissime proporzioni dall’alto rapidamente scende, sorvola per un po’ sul lago, scivola su un piano inclinato dalla terra verso il lago, si ferma.

È un idrovolante spiega il dottore. E siccome egli è molto pratico del luogo, vi si reca quasi ogni giorno, capisce dalle manovre che fa rifornimento. Infatti, compiuto un giro su una spaziosa piattaforma, si rimette in volo.

Dopo questo alla comitiva in attesa è permesso  di sbarcare.

Un ufficiale dell’aeronautica li riceve molto gentilmente, li accompagna nella visita. L’aeroporto non è il nome proprio, si chiama invece “ idroscalo”. È un paese, palazzi bellissimi, di recente costruzione, modernissimi, muniti di tutti i conforti: luce elettrica, acquedotto, fognatura, pavimenti a mattonelle, pareti dipinte.

Ogni finestra è protetta da retine metalliche per impedire l’invasione delle anofele, piccoli insetti volatili che producono la malaria e nel volare s’accompagnano con una musichetta molto fastidiosa per la tranquillità del sonno.

Il dormitorio dei militari suscita meraviglia. Tra quattro assi perpendicolari infisse nella volta e nel pavimento sono sospete quattro o cinque tele, una sull’altra, a distanza , e su ognuna di esse dorme un  militare.

In una cucina i soldati lavano le gavette adoperate per la colazione.

Una grandissima porta di metallo viene aperta ed uno dei tanti capannoni mostra l’interno pieno di apparecchi. Il gentile ufficiale ne spiega il funzionamento, ma forse solo i due maestri e una terza studentessa ci capiscono qualcosa.

Finita la visita la famiglia deve lasciare l’idroscalo, perché non è consentito sostarvi. […]”Brano tratto da un manoscritto inedito del 1954, che ho avuto l’onore di avere tra le mani e che merita di essere pubblicato, essendo  un interessante e utile documento storico. Questa sorta di diario, infatti, pur avendo come punto di riferimento il vissuto di una cittadina di Cagnano Varano,  narra e descrive elementi della cultura

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Pubblicato da su 19 ottobre 2008 in notizie di cronaca

 

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