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“Bbèlla, te vu mbarà a ffa l’amòre”, commenti, A. Basile

01 Set
Finalmente ho trovato un suo recapito per raccontarle della mia felicità nell’aver letto il suo testo che gentilmente mi ha fatto dono "Bbèlla, te vu mbarà a ffa l’amòre". Sono certo che da ora in avanti chiunque vogliare fare una ricerca seria sui canti del Gargano non possa e non deve prescindere dal suo racconto.
Ricco di spunti oltre che di testimonianze mi piace molto il suo decisionismo e il coraggio che ha avuto nel prendere posizione quando bisognava e nel dare un’interpretazione ai canti raccolti. Vede in questi anni ho letto molti libri in proposito e gli illustrissimi studiosi, che tanto si dimenano e ziamai non citarli, in realtà mai hanno apportato valore aggiunto a quanto ascoltato dagli anziani cantori. Si sono limitati a trascrivere il canto e a dargli una mera traduzione italiana, qualcuno ci ha messo anche qualche spartito, altri hanno riportato le allusioni erotiche come esposte dal cantore. Nessuno ha provato a interpretare quei canti, a contestualizzarli, ma soprattutto a nessuno è venuto in mente di leggere il simbolismo palese di questi lamenti di gioia.
Daventi a un componimento poetico del 300 non ci si limita a comprendere ciò che si legge ma si va oltre si interpreta, si legge il sacro, il simbolismo, la tecnica poetica ecc.ecc., perchè mai non dovrebbe essere cosi per uno dei canti tramandati oralmente?

Io ad esempio sono molto affascinato da quei versi che, modificati dal tempo e nello spazio, cercano di dirci qualcosa attraverso la descrizione astrale.
Si’ nnate la matina de li Sande. Lu sòle cu lla luna sò pparente, li stelle de lu cèle tutte quande.
Secondo me qui potrebbe esserci un mito ossia qualcuno ci vuole indicare una data precisa, un mattina presto del giorno di tutti i santi in cui il sole, la luna e tutte le stelle erano contemporaneamente in cielo.
Va be ai posteri la risposta.

Professoressa in questo periodo mi sto dedicando in modo particolare allo strambotto ossia al canto alla distesa che costituiva la parte più poetica della serenata, la Canzone a Carpino e il Sonetto a Cagnano.
Ormai stanno per scomparire a causa della difficolta tecnica per gli anziani di riproporla, quindi bisogna fare presto a recuperare il recuperabile.
Sono molto curioso di ascoltare "scapellata, uagliona scapellata" in suo possesso, cosi come sono interessato ai nastri di Frattarolo Michele, Gennaro Liguori e Piero Esposito.
Potrebbe farmeli avere? Magari un suo allievo potrebbe digitalizzarli su un cd cosi sarebbe più sicuro e più semplice farmelo avere.

Resto in sua attesa.

Infine se mi fa avere per email il testo della prefazione di pietro saggese (sono molto pigro), vorrei utilizzarlo per promuovere il suo lavoro.
Quindi se mi dice anche come e dove chi interessato può acquistarlo.

Cordialissimi
Antonio Basile

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Pubblicato da su 1 settembre 2008 in etnografia garganica

 

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