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Il volume “Chiesa e religiosità popolare a Peschici” presentato da Piero Giannini a Rodi Garganico

27 Lug

 

Con la presentazione di “Chiesa e religiosità popolare a Peschici” del Centro Studi “G. Martella”, AA.VV., a cura di Teresa Maria Rauzino e Liana Bertoldi Lenoci ( Edizioni Centrografico Francescano, 2008), il 23 luglio ore 19.30, si è aperta la decima edizione de “Il Gargano tra natura e cultura”.

La manifestazione, da sempre attenta a coniugare la cultura con la bellezza della natura garganica, costituendone il valore aggiunto, vede la partecipazione del comune di Rodi Garganico, dell’Amministrazione provinciale di Foggia, dell’’I.S.I.S.S. “M. Del Giudice”, del Centro rodiano di cultura “Uriatinon”, delle Edizioni del Rosone “F. Marasca”.

Anno importante –  rileva Falina Marasca in apertura – “grazie alla forza della natura, all’impareggiabile bellezza delle sue coste, il Gargano supera tutto, anche le ferite dello scorso anno”, causate dall’incendio del 24 luglio 2007.

Cornice, il solitario e interessante convento dello Spirito Santo di Rodi Garganico, fondato dai frati cappuccini nel 1538, con chiesa, chiostro, pozzo, refettorio, dispensa e quattordici celle. Testimone silenziosa: la grande tela della Pentecoste (in copia), attribuita a Mazzaroppi, che domina l’altare maggiore. Nell’aria aleggiano gli spiriti di Filippo Fiorentino e di Franco Marasca.

A Falina Marasca, il compito di partecipare ai presenti il percorso, come da programma, e introdurre i personaggi della serata: Carmine D’Anelli, primo cittadino di Rodi; Teresa Maria Rauzino, co-curatrice del volume; Piero Giannini, garganico d’adozione e grande narratore, poliedrico “giocoliere delle parole”.

Al sindaco Falina Marasca rivolge un appello: – Vogliamo essere dentro il programma dell’estate rodiana. Puntualizza, poi, che la manifestazione è attenta ai temi ambientali, culturali e storici, a un’offerta in grado di far meditare e comprendere il Gargano e i suoi uomini.

Il primo cittadino rodiano si complimenta per il percorso programmato “spartano”, “snello” e “interessante” ideato dal Rosone in collaborazione con il Centro di cultura “Uriatinon”, un percorso che converge con quello dell’estate rodiana, anche se “parallelo”, si compiace per gli uomini e donne che si prodigano per la cultura, soprattutto se animati dall’entusiasmo coinvolgente, invita a non mancare la sera del 20 agosto, allorchè la tavola rotonda mentre chiuderà il percorso culturale estivo, ne aprirà un altro ancora più interessante, volto ad abbattere quegli steccati e quei campanili, che sino ad ora avrebbero ostacolato lo sviluppo del Gargano.

Si passa, quindi, nel vivo della serata, con il relatore Piero Giannini, cesellatore e scultore che, in luogo di metalli e pietre, usa parole. Apre e chiude la presentazione dell’opera  evocando un personaggio nel cuore di tutti i garganici: il defunto Filippo Fiorentino, autore della post-fazione.

Il prof. Giannini si dichiara “innamorato” della Rauzino, per la sua “caterva d’impegni”, “gli incontri e scontri” avuti con lei, per “la straordinaria capacità di coagulare gli interessi di tanti” … intorno a “briciole di fatti”, “microeventi”, “donna capace di calamitare intorno a sé, come lampada con falena, il colto e l’inclita, direbbe l’intellettuale, con l’ossimoro della ‘facilità irta di ostacoli’, certo, ma tutti superabili e superati, fino a ottenere un prodotto in cui lei non si astiene dal metterci il personale zampino … uno zampino a volte veramente graffiante per approfondimenti, pulizia di ricerca, eleganza di analisi … uno zampino che come vomere ti solca il cervello, poi il cuore, infine, ti attanaglia le viscere e ti fa esclamare: ‘Porca miseria … ma come sono ignorante!’”.

Ascoltare il prof. Giannini è stato appassionante e piacevole, per le continue personificazioni e note allusive del suo linguaggio, come si evince anche da questo passaggio. “ L’ultimo lavoro del Centro Studi Martella ti schiaffeggia con la sua completezza, ti strapazza nelle tue superficiali approssimative conoscenze e si arroga il diritto di suggerirti: «Ma tu … queste cose… perché non le conosci?’ biasimandoti, mortificandoti e seppellendoti sotto una valanga di giustificazioni che cerchi con te stesso …”.

Entrando nel filo conduttore del lavoro, che tratta l’antico e inscindibile raporto uomo-fede, attraverso varie letture: “Un capitello erratico … ”, “La pittura sacra stile Bauhaus di Alfredo Bortoluzzi”; “Gli argenti”, ovvero il “tesoretto” del profeta Elia, i “Pellegrinaggi mariani (Madonna di Loreto e Madonna di Calena a Peschici, di Merino (Vieste), della Libera (Rodi), di Pulsano (Monte), Santa Maria Maggiore (Siponto), Incoronata (Foggia) ”, …, indugia su temi variegati, che passano dal culto del patrono cittadino, il cui rapporto con i peschiciani è ancora poco noto, alle vestigia slave presenti nel dialetto locale [skazëkavazze (cavallette), vuscherë (lucertola) …], alla metodologia di una visita pastorale [quella del 1675 del vescovo Vincenzo Maria Orsini] all’ipotesi di un recupero dell’Abazia di Kàlena [la madre di tutte le battaglie della prof. ssa  Rauzino]. Esempi, che portano le firme di autorevoli ricercatori e ricercatrici: Bertelli,  Luisi,  Boraccesi, Lopriore, Iervolino, Silvestri, Granatiero, Gianfranco e Michel’Antonio Piemontese, Afferrante, Coletta, Bertoldi Lenoci, d’Arienzo, D’Amato,  Rauzino e Fiorentino … 

 Leggendo il testo,  il lettore resta ammaliato dalle figure dei monaci scalpellini e muratori, dei laici dediti al volontariato, riuniti in confraternite, dei giovani turchi ridotti in schiavitù.

Un testo dalla valenza storica indiscutibile, dal valore sociale evidente, che ha coagulato usi, costumi, consuetudini, riferimenti storici, artistici, architettonici … “tasselli di un’opera musiva ridondante di elementi che ci portano alle radici e ci fanno apprezzare, e meglio conoscere, quanto eravano convinti di sapere, erroneamente in modo esaustivo”. Un’opera che non può e non deve mancare nelle librerie, perché scrigno di momenti storici che ci appartengono.

Questa quinta pubblicazione del Centro Studi Martella porta il sottotitolo Itinerari del parco Letterario “San Michele Arcangelo-Gargano segreto”, un progetto abortito sul nascere, al quale gli autori intendono comunque offrire un contributo d’idee.

C’è questo e molto altro nel testo, che gli appassionati potranno rinvenire leggendo personalmente il libro: i giovani, soprattutto, i quali, rappresentanti del – e- per il domani, sono invitati a custodire gelosamente antiche e colorite tradizioni, monumenti, la fede trasmessa e ogni particolare, che parli della nostra storia e delle nostre radici, per continuare a narrare essi stessi la storia, tessendone una nuova.

 

Leonarda Crisetti

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Pubblicato da su 27 luglio 2008 in notizie di cronaca

 

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