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IL TURISMO NEL Gargano

21 Lug

 

 

 Con la tavola rotonda “Un turista è una risorsa” di giovedì 24 agosto 2006 si è chiuso il programma culturale Il Gargano tra natura e Cultura, organizzato dal Rosone e dall’ass. alla cultura di Rodi, patrocinato dalla Provincia di Foggia e dalla Comunità montana del Gargano. L’istituto di scuola superiore “M. Del Giudice”, ha ospitato i convenuti nella magnifica sala auditorium, dimostrando che la scuola è di tutti e collabora per la buona riuscita delle iniziative culturali.

La prof.ssa Martino Marsca ha sintetizzato i programmi delle serate precedenti: la presentazione di A. De Grandis del volume Il Gargano, curato da F. Giuliani di giovedì 10 agosto; di T. M. Rauzino del volume L’anima e la spada di M. A. Ferrante dell’11; l’escursione visita alla grotta dell’Angelo e alla chiesa di Monte Devia di giovedì 17;  la presentazione di P. Saggese di Bbèlla te vu mbarà a ffà l’amóre. Canti e storie di vita contadina di Leonarda Crisetti di venerdì 18; di Cartoline dal Gargano di D’amaro, Fraccacreta, Ritrovato, del 21; I suoni e simboli universali della poesia di F. Granatiero introdotti da P. Saggese del 22, il Concerto del Conservatorio U. Giordano di Rodi. G.co del 23.

Il progetto “Il Gargano tra natura e cultura”, è riuscito a coniugare per la terza volta le valenze naturalistiche del Gargano con quelle prodotte dall’uomo nel corso dei millenni, due forti ingredienti per promuovere la crescita del territorio e dei suoi abitanti, invitando rappresentanti del mondo culturale (poeti, narratori, ricercatori, cantori e musicisti), nonché del politico ed economico: gli uni per partecipare le loro emozioni e conoscenze, gli altri per fare il punto sulla situazione e scoprire la maglia rotta della rete, affinché nel prossimo futuro si possa investire con maggiore efficacia.

Il convegno-tavola rotonda, nonostante il pubblico ristretto, è stato utile, infatti, per indagare il fenomeno del turismo e trovare nuove strategie, perché c’è qualcosa che non va. Non si può più improvvisare, occorrono interventi scientifici, ben studiati e calibrati, volti a far innamorare e ritornare, affinché il turismo, punto di forza del Gargano decolli.

La questione è complessa e la sua risoluzione richiede regia, sinergie e approccio sistemico. Ne sono convinti – almeno in teoria – tutti i convenuti: C. Stallone, pres. Della provincia di Fg, G. De Leonardis, ass. al turismo della provincia, N. Pinto e G. Maratea, rispettivamente pres. e ass. alla cultura alla Comunità montana del Gargano, C. D’Anelli e G. Di Lella, nell’ordine sindaco e Ass. alla cultura di Rodi, P. Schiavone rappresentante dell’ente Parco nazionale del Gargano, D. Cofano, docente dell’Ateneo foggiano, G. D’Avolio, dirigente scuola superiore “M. Del Giudice”, A. Gelormini, menager del turismo, M, Minchillo, direttore dell’azienda di formazione turistica provinciale, Falina Marasca de Il Rosone e D. Pajano, cordinatore.

Il turista è una risorsa, … non farlo andare via ha costituito il tema della tavola rotonda su cui hanno fatto il punto tutti gli interventi.  Slogan diretto ai politici, ai cittadino residenti, ma soprattutto albergatori e gestori di ristoranti e pizzerie, i quali dovrebbero non dovrebbero  considerare il turista un pollo da spennare, facendo lievitare i costi dell’affitto, dei generi alimentari, dei servizi.

Sole, mare e spiagge ancora sostanzialmente incontaminate, prodotti eno-gastronomici gustosi e artigianali non sembranopiù sufficienti ad allettare il turista. Lo dicono gli indici di presenza che da diversi anni sono in calo e la responsabilità non può essere imputata solo al famigerato euro. Al problema calo delle presenze, si aggiunge quello del calo delle permanenze: da un mese, si è passati a 15 giorni, poi ad 1 settimana- considera il pres. della provincia, puntando l’indice sui costi elevati. Ci sarebbe- tuttavia- quest’anno un cenno di ripresa, attestato dall’aumento dei rifiuti. Proprio così, perché i flussi turistici nella nostra provincia non si contano più in base all’affluenza e alle notti di permanenza dei turisti nelle strutture, ma sulla base dei rifiuti prodotti. Indici opinabili, soprattutto se assolutizzati.

I relatori hanno scavato, quindi, evidenziando altri punti di debolezza del nostro turismo: la carenza dei mezzi di trasporto pubblici e dei collegamenti, l’isolamento del turista nei villaggi ospitanti, lo scarso raccordo tra località balneari ed entroterra, la contenuta capacità dei garganici nel praticare l’accoglienza, la tendenza da parte dei paesi a coltivare il proprio orticello, la scarsa efficienza della rete telematica.

Occorre sollecitare la connessione ADSL, per stare a passo con i tempi, dato che molte scelte vengono effettuate all’ultimo minuto, consultando Internet, e la Puglia (Gargano e Subappennico in particolare) sotto questo profilo è carente.

Bisogna potenziare i mezzi di trasporto, fornendo all’occorrenza anche servizi gratuiti, che portino i turisti a visitare i centri storici, i boschi, le valli, i musei, i manufatti, i prodotti culturali che parlano della nostra storia.

È necessario insistere sui musei, sui siti archeologici, sui parchi letterari (un progetto è stato già avviato dalla Comunità montana del Gargano). Per rilanciare il turismo occorre l’intervento della scuola, alla quale APT e Provincia intendono affidare il compito di progettare lo slogan della campagna promozionale della provincia di foggia del prossimo anno. Uno slogan che richiami nel logo il Gargano,  il Subappennino e il Tavoliere, giacché ciascuna di questa terra con le proprie peculiarità presenta aspetti culturali e materiali interessanti da promuovere e valorizzare e perché il raccordo spiagge-entroterra può costituire il valore aggiunto della nostra offerta. La cultura del territorio non può, dunque, non passare attraverso la fucina della formazione che è la scuola.

La valorizzazione scientifica del turismo acclamata comporta la presenza di operatori che vogliono e sappiano fare il mestiere, di politici che vadano oltre le anguste prospettive provinciali, il ricorso a strategie articolate d’intervento.

Questo vuol dire, d’altro canto, contrastare il degrado delle strutture, accelerare l’approvazione di piani regolatori, rispettare del patrimonio tramandato,salvaguardare i luoghi, non alterare i centri storici, non sfruttare del turista, contrastare i fenomeni delinquenziali e l’affermarsi della prepotenza.

Significa declinare turismo economico e turismo culturale, vuol dire  elaborare progetti che, sposando la visione della destagionalizzazione, invitino il turista a visitare i nostri posti in ogni stagione dell’anno, consentendogli di potersi svegliare in collina e apprezzare i prodotti variegati della nostra cultura e della nostra natura.

La valorizzazione scientifica del turismo richiede, dunque, regia, sinergia e formazione [di imprenditori e comunità]. La valorizzazione scientifica del turismo passa attraverso la new economy della conoscenza. 

Nel concetto di turismo scientifico rientra la logica dell’oculatezza e del risparmio, affinché l’attività non conduca, da un lato, al depauperamento delle risorse ambientali e culturali, dall’altro, allo sfruttamento di chi viene a trascorrere da noi le vacanze, perché il turista non è un pollo da spennare.  

Per migliorare l’offerta turistica, in ogni caso, occorre acquisire dati sui bisogni dei turisti, attraverso questionari, ma soprattutto occorre far nascere la cultura del turismo tra la gente del posto che, ad onor del vero qui manca. Diciamolo francamente – si conviene- il turista da noi è tollerato.  

Tante voci, quelle dei protagonisti della tavola rotonda, cui si sono aggiunte quelle di alcuni cittadini presenti in sala, che hanno sollevato i problemi della: incolumità del turista, scarsa partecipazione dei turisti e residenti ai programmi culturali, mancanza di acqua potabile e falde freatiche a rischio d’inquinamento, data la presenza in certe zone di pozzi neri non a norma, … .  

Problemi ricomposti, infine, dal prof. Stallone, il quale fuggendo l’atteggiamento dello struzzo, ritiene che i problemi segnalati siano giusti, che richiedano però tempo, programmazione e denaro. La sua squadra, in ogni caso, nonostante le ristrettezze dei fondi, che non permettono di dare risposte efficaci ai cittadini – così come afferma il pres. della provincia- si sta adoperando in diverse direzioni, sposando la causa dell’aeroporto, la necessità di pubblicizzare meglio il territorio inteso come contenitore di natura e cultura, di favorire la nascita di scuole e corsi di formazione per imprenditori, di potenziare la rete viaria e telematica. Intervento sostanzialmente condiviso da N. Pinto, presidente della Comunità montana del Gargano, alle prese con questo nuovo incarico.

Non rimane che augurarsi che le disattenzioni e le lagnanze registrate nel convegno non si risolvano in mere parole, che qualcuno si faccia portavoce nelle sedi opportune, provando a dare le meritate soluzioni, dando voce anche alla Capitanata, perché la Puglia non può e non deve più fermarsi a Bari.

 

 

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Pubblicato da su 21 luglio 2008 in convegni

 

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