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IL GARGANO DI FILIPPO FIORENTINO …

21 Lug

 5 maggio 2007-05-06, Leonarda Crisetti

 

IL GARGANO DI FILIPPO FIORENTINO:

UN SOGNO INTERROTTO?

Atti

A cura di Falina Marasca

Ed. del Rosone 2007

 

Il 4 maggio, giorno della presentazione degli Atti del convegno, che ha avuto luogo nell’Auditorium dell’Istituto M. Del Giudice, il 19 agosto 2005, è stato a  mio avviso significativo soprattutto perché la memoria di F. Fiorentino è stata consegnata alla nuova generazione.

E già, perché il germe della conoscenza, della riflessione e della “ricerca di senso” è stato gettato nelle menti vergini e feconde di centinaia e centinaia degli studenti che, insieme ai dirigenti, ai docenti, ai rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali e ad appassionati cultori di ricerca, gremivano l’Auditorium I.S.I.S.S “M. Del Giudice”.

Partecipando compostamente della memoria del tanto stimato Filippo Fiorentino, i giovani hanno, infatti, avuto l’opportunità di entrare nel vissuto antropologico-culturale della gente garganica e  di ispessire la propria cultura, così realizzando uno dei più importanti obiettivi della “scuola dell’autonomia”, sempre più impegnata a declinare le esigenze del territorio con i bisogni di crescita degli alunni.

Una giornata particolare per i ragazzi, dunque, come ha evidenziato anche il prof. G. D’Avolio, dirigente della scuola- “in cui si continua il lavoro di un preside che aveva qui la sua casa, un dirigente sempre impegnato nella conoscenza”, preoccupato di gettare un ponte per costruire un mondo di pace e di libertà. Il libro degli Atti, curato da Falina Marasca, Edito del Rosone, con il patrocinio della Comunità Montana del Gargano, potrà, perciò, far conoscere Filippo ai giovani del Gargano di oggi e a quelli di Napoli.

Il sogno interrotto di F. Fiorentino, che abbiamo sposato e tradotto in libro, non è stato solo un impegno istituzionale – ha puntualizzato il presidente della Comunità Montana N. Pinto– dato che mi sento a lui legato anche affettivamente; è il giusto riconoscimento tributato dalla Comunità ad un uomo che si è distinto per la sua umanità e cultura. Cultura utile a liberare l’uomo dalla condizione di ignoranza e a favorire sua umanizzazione. Bisogna andare oltre la morte, custodire quanto ci è stato lasciato, accogliere l’eredità e consegnarla ai giovani. Per questo si è pensato stamani anche ad un Premio “F. Fiorentino”, una promessa che m’impegno a tradurre in realtà.”

I. Bronzino, dirigente dell’Istituto superiore “S. Nittis” di Napoli ha, poi, ricordato gli studi, l’amore per la conoscenza, per gli uomini e il territorio, l’universo culturale, l’impegno pedagogico del fabulatore, il dirigente tanto amato e stimato anche nella città partenopea.

Il profilo di F. Fiorentino è stato, quindi, ispessito da B. Puoti, rappresentante dell’As. Naz. Dirigenti e Alte professionalità della scuola, contento di onorare il nostro personaggio, passando in rassegna “tranche de vie” utili a penetrare in qualche modo il suo carattere, gli atteggiamenti, lo stile.  Si sono quindi avvicendate del immagini dello studente seriamente impegnato, al “Tondi” e alla facoltà di Lettere napoletana: le lezioni di Vico e di De Sanctis, gli interessi per la poesia, le lettere e l’archeologia, la voglia di attingere alle radici più profonde della cultura e degli uomini per parteciparne il valore agli altri. La mente “ben fatta” e non “piena” di nozioni ingombranti, che consolidò il modo di scrivere creativo, ricco e profondo, l’ombra di mestizia che induceva a vedere in lui una persona schiva e riservata. Ha comunicando, infine, gli ultimi suoi due grandi crucci: la gioia iniziale di diventare preside, dettata dalla convinzione che la funzione gli avrebbe permesso di incidere di più e meglio sulla formazione dei giovani, seguita dalla delusione provata quando si convinse di non poter essere loro di aiuto, dovendo assolvere compiti soprattutto di natura organizzativa; la nostalgia delle colline e monti del Gargano, nel suo ultimo soggiorno napoletano.

Le attese alimentate sull’intervento del prof. A. Scalzi, dirigente del liceo “G, De Rogatis” San Nicandro.- Cagnano, la cui relazione in scaletta rappresentava il momento clou della presentazione degli Atti, non sono state tradite. Ha iniziato, riandando con la mente agli anni del liceo, quando, compagno di scuola, Filippo metteva a freno la sua vivacità. Mal celando la propria emozione, il tono prima commosso e, poi, via via più deciso, con il proposito forte di volere omaggiare l’amico, offrendo il meglio di sé, non tanto per ”sbandierare” la memoria di chi non è più, quanto soprattutto per incitare a proseguire “il sogno interrotto”, perché diventi linfa e testimonianza di vita, il dirigente ha interessato il variegato pubblico, attraversando tutto il testo degli Atti, selezionando i tratti più significativi dei vari interventi, come fa chi è interessato a costruire una nuova antologia.

Supportato dagli strumenti mass mediali, ha parafrasato e  ricomposto in un nuovo discorso i passaggi importanti delle relazioni e degli interventi registrati oltre il convegno, tutti contenuti nel libro presentato, firmati da Pinto, De Grandis, Rauzino, Marasca, Maratea, Palomba, Fontana, Piemontese, Crisetti, Cioce, S. Del Carretto, Resta, Mastropaolo, Del Vecchio, Saggese, Mundi, […]. Il dirigente, prof. Scalzi ha fatto, così, emergere le sfaccettature della formazione di Fiorentino, un uomo poliedrico dalle mille risorse, pioniere della scuola del curricolo e dell’autonomia, impegnata ad uscire dall’autoreferenzialità e ad incontrarsi con il territorio, per promuoverlo attraverso la cultura, affinché le conoscenze le competenze acquisite non diventino sterili e producano quella “ricerca di significati” tanto auspicata anche dall’attuale ministro Fioroni nella cornice delle nuove Indicazioni nazionali.

È, dunque, emerso l’infaticabile organizzatore in grado di attivare le sinergie, il pioniere della scuola laboratorio di democrazia e nuova didattica, l’uomo dall’impegno culturale di alto profilo, il cittadino garganico che ha tanto amato la sua terra ed ha sognato un suo futuro sviluppo incentrato sulla cultura, maturando il progetto del parco letterario “Gargano segreto”.

“Una chimera che è divenuta una realtà-ha aggiunto il dr B. Mundi– grazi all’impegno del prof. Maratea e del dr Pinto, grazie a Fiorentino e a Soccio che da lassù hanno dato una mano”.

Interessante anche il breve contributo della prof.ssa L. De Maio, che ha partecipato la condizione di precarietà dei docenti di vent’anni fa, i sacrifici e i disagi del viaggio, il regime quasi militare del “M. Del Giudice”, i controlli di chi si faceva temere e amare, donare un fiore per il suo onomastico, la capacità di sintesi del preside Fiorentino, testimoniata sino alla fine, impressa eternamente sul suo epitaffio: “OVUQUE UNO SGUARDO DI FEDE”.

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Pubblicato da su 21 luglio 2008 in convegni

 

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