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VOCI DI STRADA 3/5

10 Lug

56. Che ti li puce ngodde!

Hai le pulci addosso!

Riferito a persona che non riesce a stare ferma.

 

57. Parola sanda!

Parola santa!

Espressione religiosa, volta a porre l’accento sulla giustezza dell’intervento.

 

58. Jéscene da li custate de Criste.

Escono dal costato di Cristo.

La voce fa riferimento a quei soldi che sono costati immense fatiche.

 

59. Te l’a fatte lu sgne de la croce!

Hai fatto il segno della croce !

E’ l’espressione riferita a chi non ha iniziato bene la giornata.

 

60. A crude.

Crudamente.

Detto di un intervento effettuato senza praticare l’anestesia.

 

61. Lu pu’ arrecogghj nda lu cucchiarine.

Puoi raccoglierlo nel cucchiaio.

Esagerazione riferita a chi versa in cattive condizioni di salute.

 

62. Te lu farfe allu nase.

Gli cola il muco dal naso.

Modo di dire diretto a chi è piccolo e si atteggia da grande.

 

63. Li lecca lu cule.

Gli lecca il culo.

Rivolto a chi si mette a completa disposizione dell’altro, senza ricevere gratitudine.

 

64. Jè fenute cu lu cule nda la mmérda.

E’ finito col sedere per terra.

L’espressione è rivolta soprattutto a quelle ragazze che, dopo avere scelto tra tanti partiti, hanno finito col maritarsi con un uomo di poco conto o col restare zitelle.

 

 

65. Ne ndi sale ncape.

Non hai sale intesta.

Rivolto a chi si comporta da idiota. Il sale è usato dal sacerdote nel somministrare il sacramento del battesimo ed è simbolo di sapienza. Chi non ce l’ha, è uno sciocco.

 

66. A dà cunde alla jénde.

Devi dar conto alla gente.

E’ la legge delle convenzioni sociali, che invita all’ipocrisia.

 

67. A fatte la cura de lu fèrre felate.

Hai fatto la cura del filo di ferro.

E’ riferito a chi dimagrisce da un giorno all’altro.

 

68. Me lèvene lu corj.

Mi scorticano la pelle.

L’espressione era sulla bocca delle mamme, diretta i figli molto prepotenti e dipendenti.

 

69. Te lu corj toste.

Ha la pelle dura.

Riferito a colui che riesce a resistere, usato sia in senso concreto, sia figurato.

 

J70. è corpe de bbontèmpe.

E’ un tipo allegro, che non si lascia andare a tristezze.

 

71. Sanghe e denare jéscene afforza.

Sangue e denari escono per forza.

Detto da chi, messo alle strette, deve tirar fuori denari.

 

72. Ne nde ncozza.

Non ne vuoi sapere.

Riferito a chi non vuole saperne di quanto gli è detto.

 

73. Mitte lu dite mmocca, vide, moccica?

Metti il dito in bocca, vedi, morde?

Detto ironicamente a chi afferma di esser bambino.

 

74. Jé ngarnate lu dènde.

Si è incarnito il dente.

Si è abituato ad essere trattato bene.

 

75. Jé nu diavele.

E’ un diavolo.

Riferito a chi sa il fatto suo e agisce con coraggio, superando ogni ostacolo e facendo tornare tutto a suo vantaggio.

 

J76. é nu povere diavele.

E’ un povero diavolo.

Riferito ad un poveraccio e sfortunato.

 

77. Nzija maj!

Non sia mai!

Si dice anche Lundana sija e Longa sija, per scongiurare qualcosa.

 

78. Fosse Ddije!

Volesse Iddio!

 

79. Piacénne a Ddij! Se Ddij vo. Pe l’amore de Ddij!

A Dio piacendo. Se Dio vuole. Per l’amore di Dio!

Tutto sta nelle mani del Signore.

 

80. Adda dà cunde a Ddij.

Deve dar conto a Dio.

Chi compie cattive azioni, dovrà dare spiegazioni a Dio.

 

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Pubblicato da su 10 luglio 2008 in modi di dire

 

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