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Progetto habitat: L’olivicoltura, una strada del gusto per riscoprire il Mediterraneo

18 Gen

Progetto Habitat IRRE PUGLIA

“Mari da scoprire. Terre da inventare.”

La Puglia vista dal mare

 

Denominazione Progetto della Scuola: L’OLIVICOLTURA UNA “STRADA DEL GUSTO” PER RISCOPRIRE IL MEDITERRANEO. CASO STUDIO: ILPOZZONE.

 

Nome della Scuola: LICEO SOCIOPSICOPEDAGOGICO E LINGUISTICO CAGNANO VARANO (FG) S. S. Liceo Classico e Scientifico “De Rogatis” San Nicandro Garganico (FG), Via Ungaretti, 71010 Cagnano Varano (Foggia);

E-mail scalziantonio@tiscali.it ; telefono: 0882/491038 (San Nicandro)

Cagnano Varano: tel. 0884/80194, fax 0884/854005

Nome Dirigente Scolastico: prof. Antonio Scalzi

E- mail Referente progetto lcrisetti@alice.it

 

Docente Referente del Progetto: Prof.ssa Leonarda Crisetti

Équipe di progetto con nomi dei Docenti Responsabili: L. Crisetti, R. Battista, G. Tancredi,  C. Varrese, A. Miucci, E. Di Gregorio, A.M. Apicella.

Destinatari (classi): III A, V A, V B Liceo Sociopsicopedagogico e IA, VA Liceo Linguistico.

_______________________________________________________

Rapporti con Esperti Esterni: prof. M. Grimaldi, geologo ed ex frantoiano, Giovanni Lombardi (pastore e guardiano del Pozzone), nonni e nonne raccoglitrici, Pasquale Giannetta, proprietario museo della civiltà contadina.

 

 

Descrizione del Progetto: Cagnano Varano: Costa Pozzone.

Cenni sull’abitato. Cagnano è un centro abitato del Gargano Nord. In base alle ipotesi più accreditate, il termine Cagnano  nel Medioevo “Canjanum”, deriverebbe  da “Canius”, nome gentilizio romano, o da “Ca Janum”, casa di Giano, il cui culto era diffuso nel Gargano.  Il casale Canyanum era sicuramente  vivo nell’Altomedioevo, ma nel suo territorio, dalla Preistoria all’Età di mezzo si sono succedute diverse comunità, le quali abitarono caverne, capanne e costruirono villaggi.

Meritano attenzione le località: Vadovina, uno dei primitivi insediamenti umani, con resti litici di forma grossolana del Paleolitico inferiore (tra 1 milione e 700 mila anni); Grotta di San Michele Arcangelo risalente al Paleolitico (Musteriano) di notevole interesse storico-archeologico e religioso; i siti Arena Daniele e Giardenera, dove sono tuttora presenti interessanti ipogei paleocristiani; la laguna di Varano, per tre quarti compresa nel territorio di Cagnano che con i suoi prodotti, con la sua storia e con la sua bellezza, costituisce uno dei più rilevanti punti di forza di questo paese garganico.

L’economia e la cultura del territorio sono dipese dalle risorse agropastorali costuite da altipiani, colline e vallate, che hanno permesso l’allevamento ovino caprino, bovino, suino ed equino, e che hanno consentito la coltivazione di olivi, viti, cereali, e dalla laguna di Varano ove è possibile pescare tuttora anguille, capitoni, cefali, spigole e orate. Cagnano è perciò caratterizzato sia dalla civiltà della pesca, sia da quella contadina.

Il progetto intende richiamare l’attenzione degli studenti sull’importanza dell’ulivo, elemento culturale unificante dei Paesi bagnati dal Mediterraneo, attraverso il recupero storie, termini, proverbi, racconti, canti, utensili; vuole offrire ai giovani l’opportunità di rapportarsi con la natura, conoscere l’ambiente dei loro padri e integrarsi, imparando a stare bene con se stessi e con gli altri.

La prima parte del progetto vede i partecipanti impegnati soprattutto nella pianificazione e nello studio delle fonti, al fine di riscoprire utilità, diffusione, storia, mito e sacralità della pianta, mentre la seconda parte conduce gli studenti direttamente sul campo, per effettuare riscontri, individuare contrade contrassegnate da una forte presenza dell’ulivo e zone caratterizzate dal degrado.

Per meglio conoscere la dinamica uomo-ambiente (correlazioni e trasformazioni) sarà significativo un caso studio: il Pozzone, area demaniale patrimoniale del Comune di Cagnano Varano (FG), sita a qualche chilometro dal centro urbano, che si estende per Ha 175 circa e ricade nella Tav. I, SW, Foglio 156 dell’I.G.M. . 

Questo fondo è bagnato a Settentrione dalle acque della laguna di Varano ed è delimitato a Sud dalla strada provinciale che conduce a San Nicola Imbuti, correndo parallelamente a Valle San Leonardo e Canale San Michele.

La costa del Pozzone risulta interessante, a livello morfologico, vista dal sandalo (sànere) imbarcazione tipica del Varano, perché evidenzia un susseguirsi di nicchie incavate nella roccia tufacea, cavità più aspre modellate dal rifrangersi delle onde, baie e insenature con qualche faraglione e sorgenti.

Il sito vanta una lunga frequentazione e conserva tuttora, su un poggio denominato Coppa Castédde, tracce di un àggere dalla pianta circolare, afferente all’età del Bronzo, che lasciano ipotizzare l’esercizio della transumanza. Nel sito insiste anche un’interessante cavità naturale originata dal carsismo, la grotta di San Michele, abitata sin dal Paleolitico medio. Al tempo delle leggi eversive della feudalità, la contrada continuò ad essere adibita soprattutto al pascolo, grazie alla presenza di erbaggi e di sorgenti,  quindi gli amministratori del Comune decisero di riconvertirlo ad uliveto, innestando tutti gli olivastri. Dai primi decenni del secolo scorso il Pozzone ha distribuito olio pressoché a tutta la popolazione mentre oggi, a seguito dei ripetuti incendi, del pascolo irrazionale e dell’incuria, versa in uno stato di degrado.

La ricerca intende offrire, inoltre,  agli alunni l’occasione per imparare il metodo della ricerca e per esercitare la progettualità, ipotizzando l’ulilizzo futuro del sito preso in considerazione.

Titolo del progetto: L’olivicoltura, una “strada del gusto”, per riscoprire il Mediterraneo. Il caso del Pozzone.

 

 

 

Finalità e Obiettivi Formativi:

1.        creare legami col territorio, inteso come spazio da conoscere, vivere con responsabilità e creatività;

2.        prendere atto della “cultura” dell’ulivo, identità dei popoli del Mediter-raneo; 

3.        conoscere la dinamica uomo-ambiente, relazioni e trasformazioni del ter-ritorio;

4.        familiarizzare col metodo della ricerca;

5.       saper condividere esperienze nel rispetto delle regole.

 

Obiettivi specifici disciplinari (conoscenze e abilità): 

·            conoscenze sull’ulivo e sull’olio (descrizione, coltivazione, diffusione, trasformazione, conservazione, usi, dieta, strumenti, termini, simboli, racconti, miti, canti, ecc.);

·            lettura di carte tematiche e individuazione dei Paesi dell’ulivo bagnati dal   Mediterraneo;

·            inferenze (mare divide spazi geografici e unisce i popoli, caratterizza l’identità, favorisce il dinamismo e l’interculturalità, … );

·            osservazione del territorio e individuazione del paesaggio dell’ulivo, facendo particolare attenzione al mare (presenza necessaria per la vita di questa pianta);

·            costruzione della carta topografica e mentale e dell’ulivo;

·            individuazione nel territorio e su mappa del sito del Pozzone, conoscenza del toponimo, osservazioni delle caratteristiche antropofisiche attuali dell’area;

·            individuazione di nessi e relazioni (prendendo atto del diverso utilizzo del sito a sostegno dell’economia locale, riflettendo sul perché delle diverse fruizioni, evidenziando correlazioni tra aspetti fisici/sociali/economici e storici), ed elaborazione di ipotesi di valorizzazione del sito, per combattere il processo di desertificazione;

·            conoscenza delle fasi ideativa e attuativa della ricerca: oggetto, indagine preliminare, formulazione ipotesi, ricerca-elaborazione dati, transfert, valutazioni, relazione.

 

Attività didattiche :

·            Fase ideativa: destare motivazione, curiosità e interesse sull’argomento; identificare l’oggetto d’indagine; fare brain storming per la raccolta delle idee; mettere a punto le eventuali piste da seguire; stabilire l’iter dell’indagine preliminare (valutazione delle tecniche da utilizzare, scelta delle fonti da cui attingere per la documentazione, individuazione dei testimoni privilegiati da intervistare) e giungere alla definizione dell’ipotesi.

·            Fase attuativa: formazione dei gruppi di lavoro e divisione dei compiti, indagine sul campo con uscite guidate, reperimento-analisi-interpretazione-valutazione dei dati raccolti (documenti d’archivio, fonti visive e materiali), relazione finale.

·            Documentazione.

 

 Contenuti: percorsi della ricerca

1.          L’ulivo: mito, arte, religione, macro e microstoria; raccolta di racconti, canti, massime, detti, credenze, ricette, rituali religiosi e superstiziosi (scienze umanistiche, umane e sociali).

2.    L’ulivo: coltivazione, trasformazione, conservazione e alimentazione (scienze naturali, forestali, umane e sociali).

3.   Il caso del Pozzone, da risorsa agrosilvopastorale a risorsa olivicola, al degrado attuale (macro e microstoria, geografia, scienze geologiche, naturali, archeologia e antropologia). 

Metodologie – Strumenti – Materiali da utilizzare:

I docenti si ispireranno alle strategie della ricerca-azione, facendo ricorso a metodologie attive, interattive, costruttive, orientate a promuovere la formazione affettivo-emotiva sociale e cognitiva della personalità degli studenti. La lezione frontale sarà contenuta, limitata a fornire le linee guida della ricerca, dare suggerimenti, “formare gli intervistatori”, e sarà rivolta sia al maxigruppo, sia ai piccoli gruppi spontanei che si formeranno. Saranno promosse interazioni con il territorio, inteso come spazio fisico e spazio umano, e con le risorse umane: docenti-alunni, alunni-alunni, alunni-docenti, alunni-esperti.

Sono previste alcune uscite guidate: intorno all’abitato per individuare le aree olivicole, al municipio, al museo locale per reperire dati; al sito Pozzone per lo studio di un caso. Le interviste ad ex frantoiani, ai nonni e alle raccoglitrici potranno essere effettuate dal piccolo gruppo anche senza la presenza dei docenti. Le operazioni di elaborazione-analisi-interpretazione guidata dei dati saranno svolte a scuola: nelle aule, nei laboratori e nella sala riunioni, in base alle necessità.

Strumenti, materiali e  mezzi: scuolabus del comune, computer, internet, enciclopedie, manuali, fonti d’archivio; TV, videocamera, registratore, macchina fotografica anche digitale, lavagna luminosa, acetati, fogli A4, videocassette, audiocassette, Cd.

Documentazione:

1.    Cd in Power point

2.    Relazione scritta dell’attività di ricerca

Competenze da raggiungere

Alla fine dell’attività di ricerca gli studenti saranno in grado di:

1.            raffigurarsi mentalmente il territorio, ubicandovi le aree olivicole;

2.          riconoscere i Paesi dell’ulivo ed effettuare inferenze sul mare elemento unificante della cultura mediterranea;

3.           utilizzare termini connessi all’olivicoltura e all’olio;

4.          saper leggere mappe, tabelle, grafici, documenti d’archivio e materiali;

5.          comprendere l’importanza dell’ulivo e dell’olio (utilità, bontà, sacralità);

6.          riflettere sui diversi usi di uno spazio rurale nel tempo;

7.           individuare le interconnessioni storia-economia-cultura-religione-società;

8.          conoscere meglio i compagni e i docenti;

9.          riconoscere fasi e problematicità di una ricerca;

10.      esprimere valutazioni sui punti di forza e di debolezza del proprio territorio;

11.       considerare la necessità di agire con responsabilità e preservare l’ambiente dal degrado.

Schede di rilevamento utilizzate e allegate al Progetto:

Per l’elaborazione del presente progetto sono stati accolti alcuni suggerimenti offerti dalla scheda intestata L’oro di Puglia redatta da Carmen Genchi.

Foto antiche e foto attuali

                       

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Pubblicato da su 18 gennaio 2008 in progetti didattici

 

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