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La scuola per lo sviluppo: linee guida per la formazione dei docenti

18 Gen

LA SCUOLA PER LO SVILUPPO- LINEE GUIDA PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI (sintesi

 

Gli estensori del documento Rilevazione qualitativa 2003 trovano che a fronte dell’interesse generale a livello di partecipazione, i progetti realizzati hanno posto scarsa attenzione agli esiti curricolari. Debolezza riscontrata soprattutto nella formazione linguistica e matematica. Per contrastare il fenomeno della dispersione non sono sufficienti interventi episodici e giustapposti occorre integrare Progetti e attività curricolari.

 

Occorre rivedere l’organizzazione e realizzazione del curricolo ordinario, riconsiderando il processo d’insegnamento/apprendimento e in particolare la struttura delle discipline le strategie d’insegnamento, i percorsi didattici, le interazioni e le “formae mentis” alla luce delle recenti ricerche epistemologiche e psicologiche.

 

Le iniziative del FSE e del FESR hanno da sempre ritenuto che l’ampliamento delle conoscenze e competenze va coniugata con il cambiamento e l’innovazione di ordinamenti, istituzioni e didattica dei sistemi scolastici nazionali.

 

L’oggetto della Rilevazione è incentrato sulla formazione dei docenti i quali in base al DD.vo né 59/2004 nell’elaborare i piani di studio personalizzati per la scuola di 1° grado devono considerare che l’ordine epistemologico di presentazione delle conoscenze e delle abilità che costituiscono gli OSA non va confuso con il loro ordine di svolgimento psicologico e didattico negli alunni.

 

Se  il primo deve essere una padronanza tipica del docente che ha già in mente una mappa culturale, sintattica e semantica, da aggiornare costantemente per poterla rendere operativa in modo efficace, l’ordine psicologico e didattico si riferisce agli alunni. E’ sugli interessi e sulle esperienze di questi ultimi che vanno costruiti i percorsi educativi, fissando via via gli OSA che nel sistema dell’autonomia corrispondono ai contenuti disciplinari, realizzando la cosiddetta didattica contestualizzata che va, appunto, dall’esperienza alle discipline.

 

La formazione dei docenti verterà allora sul punto d’incontro tra conoscenze hard curricolari (dure e certe) e dinamiche motivazionali e relazionali giovanili. Anche qui occorre procedere dall’esperienza dei docenti, dagli elementi di contesto, per giungere alla cognizione e alla metacognizione.

 

Si parte dunque dalla situazione, il progetto, il quale nasce da esigenze soggettive: bisogni, interessi a/i, competenze, cultura, sensibilità dei docenti, e oggettive del contesto in cui si opera con le sue caratteristiche naturali e culturali.

 

Lo sviluppo del progetto, però rinvia sempre a conoscenze abilità tematiche afferenti alle discipline. Il compito del docente è perciò quello di leggere il progetto dal punto di vista della propria disciplina, valorizzandone gli elementi e finalizzandoli al successo formativo, e gli atteggiamenti degli alunni, rimuovendo eventuali ostacoli affettivi e cognitivi, che condizionano negativamente l’apprendimento.

Oltre ai caratteri generali sopra specificati, vanno considerati i caratteri specifici della formazione, la quale è contestuale, nel senso che si realizza analizzando il progetto e riflettendo sulle modalità di sviluppo; è destinata ad  un gruppo di docenti ben preciso, inizia ancor prima dell’approvazione e si avvale anche del contributo di esperti e di gruppi di lavoro.

 

Il percorso formativo è incentrato:

  1. sugli aspetti comunicativi e relazionali, che prevedono capacità di ascolto, di decentramento e gestione della discussione, revisione di stereotipi, accoglimento di punti di vista altri, costruzione di un linguaggio comune;
  2. sugli aspetti didattico-formativi, che concernono le capacità di far interagire punti di vista disciplinari diversi, di individuare metodi e tecniche didattiche interattive per valorizzare i saperi acquisiti nell’extrascuola e i diversi stili di apprendimento, di progettare indagini, di familiarizzare con l’uso delle fonti e con una molteplicità di linguaggi;
  3. sugli aspetti metacognitivi, invitando anche concretamente a riflettere su come procede la mente quando pensa, esercitando l’analisi sulle varie forme d’intelligenza impiegate nella quotidianità, comprendendo che il successo dell’apprendimento non è connesso alla quantità delle conoscenze, ma da come vengono collegate, organizzate e gestite. Perché il progetto abbia esiti positivi, bisogna assumere, inoltre, le seguenti convinzioni:
  • il gruppo docente e/o consiglio di classe va valorizzato e coinvolto a garanzia dell’integrazione dl progetto con le attività curricolari;
  • il focus/tema del progetto deve suscitare la motivazione degli alunni e dei docenti, essere coerente con le caratteristiche dell’età evolutiva dei discenti e connesso con la realtà del territorio;
  • l’integrazione curricolo-progetto va


  • sapientemente elaborata e monitorata da un gruppo, procedendo in modo circolare dal primo al secondo e viceversa, adottando comuni metodologie e modalità di valutazione, nella quale confluiscono, dunque, anche le performances esibite durante l’attuazione della progettazione;
  • i docenti devono riconsiderare alcune competenze disciplinari e metodologiche e costruire un linguaggio comune per condividere e realizzare la trasversalità;
  • il piano della valutazione delle dimensioni motivazionali, cognitive e metacognitive dell’apprendimento, le strategie/metodologie dell’insegnamento va rivisto alla luce dell’esperienza progettuale.


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Pubblicato da su 18 gennaio 2008 in psicopedagogia

 

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