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Gargano: Necropoli tra Pineto e Avicenna (Cagnano-Carpino)

18 Gen

 

6.               NECROPOLI TRA PINETO E AVICENNA a sud del Varano.

L’area insistente sulla costa meridionale della laguna è molto ricca di informazioni racchiuse nella roccia e sepolte dai terreni alluvionali trasportati dalle piogge. Nei pressi delle Chianche di bagno sono venute alla luce schegge di selce, resti di vasellame, monete e piccole borchie d’oro, chiodi in rame e diversi pesi a forma di tronco di piramide, attestanti una lunga frequentazione  della zona.

Poco distante, dopo aver percorso qualche km in direzione ovest, tra il   Piano di Cagnano e quello di Carpino e precisamente tra Bagno, Piano, Pineto  e Avicenna (Guado San Pietro e Montaltino) sono state rinvenuti in diverse occasioni altri manufatti di epoca preromana, romana e altonedievale: tombe, monete (con l’effigie di imperatori romani, bizantini e della moglie di Diomede figlia del re di Siponto), iscrizioni, lucerne, spille, bracciali, collane, punteruoli, aghi, testa di medusa e greche, orci con residui di frumento e di olio. Nel 1930 ad esempio a Fiumicello vennne alla luce una necropoli con corredo costituito da grandi e piccoli vasi, piatti e ceramica. Dato il continuo riaffioramento di reperti, le suddette zone furono oggetto di scavi archelogici, negli anni 1953-54 col l’intento di trovare le vestigia dell’antica Uria. Il cantiere lavorò complessivamente per 153 giorni. Purtroppo i lavori non furono eseguiti ad opera d’arte, ma concepiti come vero e proprio sterro, inoltre molti materiali furono trafugati, per cui si optò per la sospensione degli scavi, che peraltro furono eseguiti in due sole località. Sulla base di tali studi, comunque, fu ipotizzata la presenza di fattorie di età ellenistica e imperiale. Molto interessanti risultarono il sontuoso edificio  in zona Pineto, (solo metà salone aveva le dimensioni di m 26×7 con pezzi di mosaico e pezzi d’intonaco di varia tinta e numerose tessere isolate di un bellissimo mosaico, oltre a oggetti quali fibule in bronzo, monete, lucerne in argilla e in ferro, punteruoli in osso, laminette in oro, ampolle di vetro, frammenti di vaso con in rilievo una pecorella)  e il grosso edificio di Avicenna, tra la ferrovia e il casello n° 55, articolato in diversi vani e rimaneggiato in varie epoche, con calidarium, di cui è stata ipotizzata la frequentazione tra periodo tardo repubblicano e secondo secolo dopo Cristo, per essere poi reinsediato tra tardo impero e alto medioevo e utilizzato come necropoli.

Il materiale rinvenuto in questo angolo sud-sudorientale della laguna lascia dunque supporre una lunga frequentazione che dall’età ellenistica si protrae fino all’epoca dei Longobardi e una economia fondamentalmente agricola. Gli orci interrati e i residui presentano infatti evidenti tracce di produzione cerealicole e olive. (foto reperti pag 128 Itinerari lungo la laguna)

La zona Piano era anche il punto di convergenza di diverse direttrici che collegavano il sito con Cagnano e Bagno, con Carpino, con  Irchio e con l’attuale Crocifisso di Varano. Proseguendo lungo il tratturo di Avicenna (Auicenia), si collegava poi con l’entroterra, e quindi con Vadovina o Valleiannina, Romongero e Castel Guarnero (attestanti anch’essi frequentazione in epoca romana e medievale).  La presenza di queste direttrici e delle ville ha fatto supporre che qui sorgesse la mitica città di Uria. 

 

 

7.               LEONARDA CRISETTI  

IL TURISMO ALTERNATIVO NEL GARGANO: ITINERARIO NATURALISTICO E GASTRONOMICO 1 NEL  ERRITORIO DI CAGNANO VARANO-CARPINO-ISCHITELLA

In tempo di vacanza sia a quei turisti amanti della natura e delle specialità gastronomiche del luogo,  che dovranno sostare per qualche tempo nel Gargano, sia a quelli che risiedono sul posto ma non hanno messo mai il naso fuori di casa, suggerirei il seguente percorso naturalistico da effettuare  lungo la riva settentrionale della laguna di Varano,  per “distrarsi” in modo salutare, oltre che per conoscere la ricchezza della fauna, della vegetazione e la unicità del paesaggio.

 Parlo dell’area più frequentata dai turisti, l’Isola Varano, quella fascia compresa tra lago e mare, che si estende da Foce Capojale a Foce Varano, ma anche delle rive restanti della laguna, le meno note, ricche di storia e di valenze naturali.

1 L’Isola Varano lunga circa 11 km e larga da 0,600 a 0,900 km, oggi ospita una varietà di specie arboree, arbustive ed erbacee, tipiche della macchia mediterranea, in gran parte spontanee. L’area è percorribile a piedi, in bicicletta, a cavallo e, naturalmente, in automobile.

Sul versante del mare meritano attenzione la pineta, costituita in prevalenza da pino d’Aleppo, da piante aromatiche (rosmarino, mirto) e dai gustosi asparagi e le spiagge spaziose non affollate. Verso la laguna si rinvengono gli ambienti tipici dello stagno retrodunale e del canneto, popolati dalla gustosa  salicornia, cannuccia e limonio.

Sostandovi numerosi uccelli, è possibile praticare bird-watching. Lungo la riva sono adagiati i sandali (san’r’) imbarcazioni tipiche di chi esercita la pesca in laguna, dai colori arancio e nero, bertovelli, paranze, bilance e altri attrezzi da pesca  oltre ai pescatori intenti a svolgere l’attività. Se sarete fortunati, potrete acquistare anche del buon pesce fresco.

2 Torre Varano- Muschiaturo, situati a nord-est della laguna, in un’area ancora in parte paludosa e depressa, oggi coltivata ad ortaggi. Si possono osservare gli uccelli Martin pescatore, Airone, Piro piro piccolo, Chiurlo, e d’estate il Cavaliere d’Italia. Le specie vegetali sono costituite dalla Salsola soda, della Salicornia, dell’Artrocnemo, dell’Enula bacicci, del Limonio, della Carice e della Canna domestica.

 

3 Murge bianche- Crocifisso, sulla sponda orientale della laguna, dove la riva è caratterizzata da falesie e da cale, è facile trovare la Tamerice alla base e in alto il Cappero.

 

4 Irchio, a sud del Crocifisso, è contrassegnata dalla sorgente che ha maggiore portata rispetto alle altre della laguna. In questa e presso altre sorgenti nidificano e quindi sono presenti per tutto l’anno la Cannaiola, il Cannareccione, il Foropaglie, il Canapino, il Basettino, il Martin Pescatore, la Folaga, la Gallinella d’acqua e il sempre più raro Pendolino. La vegetazione è costituita oltre che dal Canneto, dai Giunco, dalla Lisca maggiore e dal Falasco, mentre l’entroterra è ricco di uliveti.

 

5 Fiumicello – Guado del Guappo, situati a sud est, sono caratterizzati da sorgenti, distanti dalla laguna rispettivamente 400 e 80 metri circa, le cui portate non sono molto consistenti. E’ l’area in cui il canneto è ancora molto esteso. Troviamo anche Giunco, Falasco e Lisca maggiore. E’ popolata dall’avifauna tipica del canneto e dal Tarabusino, che un tempo era diffuso in tutto il canneto della laguna, mentre oggi si può vedere solo qui.

 

6 Bagno – Pannoni – Puzzone, con sorgenti e uccelli che prediligono il canneto. La costa, dalle rocce tufacee, via via si eleva, mentre nelle acque si scorge qualche faraglione. La vegetazione è costituita da canneti e da qualche cappero.

7 Puzzacchio-San Nicola Varano, con sorgenti, cale, costa digradante, popolata per tutto l’anno da Aironi, da Garzette, dal Martin pescatore e da altri uccelli che prediligono il canneto. La vegetazione è costituita pertanto dal canneto, dal Falasco, dalla Lisca maggiore e dal Giunco.

8 Grotta di San Michele, interessante cavità carsica dalla pianta di 50 X 12 –16 metri , con stalattiti e stalagmiti, nicchie e cupole, sorgente che termina in laguna, …, dedicata all’arcangelo, ancora poco conosciuta

9 Vivai della mitilicoltura, i cui pali sono utilizzati quali luoghi di sosta di Cormorani, Beccapesci e Sterne.

 

 

N.B. : A coloro che desiderano avere un contatto diretto con il paesaggio di Varano, consigliamo escursioni a vela o in canoa. Suggeriamo le località Mesola Romana, Crocifisso, Puzzone e San Nicola Imbuti.

A chi ama il Trekking, oppure andare in bici, consigliamo le aree contrassegnate sulla carta dai numeri 1, 2, 3, 4. Le aree 6 e 5 e 8 sono meritevoli di escursioni a piedi.

 

STRUTTURE RICETTIVE

A destra della strada provinciale, proveniente da Lesina, si susseguono case, bar, ristoranti, camping e alberghi.

Procedendo dalla Foce di Capojale a quella di Varano troviamo i Camping: il Russo Elvira; il Rancho, (villaggio promiscuo, a tre stelle, per tende e roulottes); il Riviera, (camping a due stelle per roulottes); il Baja Papaja, (villaggio promiscuo a tre stelle per roulottes, bungalows); il Cinque Stelle, (residence a due stelle, con bungalows); il Varantour, (villaggio promiscuo a tre stelle per tende e roulottes); i Camping Village, Uria e Viola. Questi ultimi due sono compresi nel territorio di Ischitella, mentre gli altri sono in quello di Cagnano Varano.

Diversi camping e alberghi-ristoranti sono attrezzati con campi da calcio, da tennis, da pallacanestro e da pallavolo, con piste da ballo, con sala gioco; qualcuno è dotato di piscina, qualcun altro è provvisto di maneggio per l’equitazione.

Lungo la zona dell’Isola Varano sono presenti anche diversi ristoranti e/o alberghi. Da ovest verso est, nel territorio di Cagnano Varano, troviamo: “Da Gabriele” e “Lambada”, a Capojale; “Miralago”, a Zappinello; “Centroisola”, in Pagliai Combattenti (foto), nel territorio di Cagnano Varano; l’Hotel Bally; la Cooperativa Agrituristica; l’Hotel Alouette e l’Hotel La Bufalara, in agro di Ischitella.

Al Ristorante Pizzeria Centroisola, aperto tutto l’anno, confortevole, spazioso e funzionale, si possono degustare anche piatti tipici locali, come il capitone e l’anguilla arrostita “spaccata e condita con fior di finocchio”, lo spirillo e il cefalo arrosto, le melanzane ripiene, le orecchiette e la pizza “alla Centroisola”. Si organizzano pranzi per nozze, battesimi, comunioni e per altre occasioni. Anche gli altri locali sono ospitali, efficienti ed economici.

 

 

 PIATTI TIPICI

I pesci della laguna Varanea, caratterizzati da un elevato valore commerciale, sono i cefali e le anguille. Con il cefalo si preparano gustosi piatti. Si può mangiare alla brace, una volta aperto, incidendolo col coltello dalla coda alla testa, salato e aromatizzato con fior di finocchio; al sugo, accompagnato dalle tagliatelle o gli spaghetti; al forno con qualche goccia di limone, del vino bianco, pepe, sale, aglio e prezzemolo. Lo “spirillo”, della stessa famiglia dei muggini, sebbene piccolo di dimensioni, è molto gradito alla griglia.

La famiglia dell’anguilla comprende la femmina, detto “capitone”, il maschio, detto “capomazzo”, la “pantanina” o anguilla di lago e la “maretica”, detta anche anguilla di mare. Le piccole anguille si chiamano ceche.

Le anguille della laguna di Varano sono ormai storiche e perciò rinomate: i documenti ricordano che Carlo d’Angiò e i monaci cassinensi si alimentavano con i nostri prodotti. In passato era praticata anche la conservazione e l’essiccatura del pesce, in particolare delle uova di cefalo.

L’anguilla costituisce il piatto tradizionale natalizio dei cittadini di Cagnano Varano. La vigilia di Natale si mangiano “li sin’p’ cu l’agnidd’” (senapi e anguille); il giorno della nascita di Gesù, si consuma “l’agnidda arr’stuta” (l’anguilla arrostita, spaccata, salata e aromatizzata con fior di finocchio).

Orate, spigole, passere e sogliole hanno carni pregiate, ma sono pescate in quantità poco rilevante. Con essi si preparano ottimi piatti.

Da oltre quarant’anni si pratica sistematicamente la coltivazione delle cozze nere (Mytilus galloprovincialis Lamark). La mitilicultura è molto sviluppata sia nelle acque del Varano, sia in quelle del mare Adriatico. I vivai dei mitili di questa area sono tra i più interessanti d’Europa e offrono al mercato della Comunità un prodotto di ottima qualità, data la bontà delle acque. Ricordiamo infine che un quarto della produzione nazionale delle cozze nere si produce in questa area.

Le cozze si mangiano crude, “a insalata”, condite con olio, aglio, prezzemolo e limone; cotte, con il piatto della pepata, accompagnate da limone, olio, aglio e abbondante peperoncino; ripiene di uova, formaggio e insaporite dagli indispensabili prezzemolo e aglio.

Sono speciali le fritture di sogliole, di gamberetti, di mazzancolle, di mazzoni e di alici; come sono graditi i piatti di “pan’ nfuss’” (zuppa) di pesce meno nobile.

Naturalmente il pesce va accompagnato da un fresco e buon bicchiere di vino bianco. Un vecchio detto locale recita che “ se magn’ lu pesc’ senza vev’ vin, è com’ s’ accumpagnass’ lu mort’”, vale a dire che mangiare pesce senza bere vino equivale partecipare ad un funerale.

Il pasto si può prolungare con un pezzo di “caschcavadd’” (caciocavallo), di caciotta fresca o di pecorino, formaggi di produzione locale. Ricordiamo che la laguna è a due passi dalle colline circostanti, dove pascolano capre, pecore e bovini, che offrono carni e formaggi prelibati, poco commerciati e che si possono gustare solo sul posto. Per chi volesse acquistarli direttamente dal produttore, consigliamo una passeggiata al “bosco” o al  Trigno, in mezzo ad un paesaggio suggestivo caratterizzato da muretti a secco e da vecchi tratturi, residui della eredità aragonese. Le “vie erbose”, racchiuse dai tipici muri a secco, collegavano gli abitati con le masserie.

La laguna, come ciascuno avrà modo di constatare personalmente, offre pertanto al turista la possibilità di ritemprare sia il corpo, sia lo spirito.

 

Bibliografia

·                    La grotta di San Michele, itinerari lungo la Laguna, Leonarda Crisetti Grimaldi,  Acropolis Manfredonia, 1999

·                    L’habitat durante l’età della pietra nel Gargano, in Popolazione e insediamenti nel Gargano, A. P. Di Cesnola, Uriatinon, 1980;  

·                    Codice diplomatico del monastero  benedettino di Santa Maria di Tremiti, a cura di Petrucci, Roma, 1960,

·                    Devia, un atico abitato garganico, La Capitanata VII, Russi, Foggia, Foggia, 1969;

·                    Historia Langobardorum, P. Diacono;

·                    Historia Langobardorum, Erchemperto;

·                    La chiesa inedita di San Salvatore  a      Monte Sant’Angelo, in Puglia paleocristiana altomedievale, IV, Edipuglia Bari 1984;

·                    Abitati e viabilità nel Gargano, V. Russi, Uriatinin, 1980;

·                    Intorno alle apparizioni di San Michele in Puglia e le sue tradizioni, Quaderni de La Capitanata, Foggia;

·                  A. Guida, Il santuario micaelico in grotta di Cagnano Varano, Anno II (1994), Rivista semestrale di cultura, ambiente e turismo, ed. del Golfo, pp.25-32. cfr. ivi, pag 30.

·                  Atti Amministrativi Comune di Cagnano Varano, delibera del 15.10.1843; delibera del20.11.1863

·                  La Grotta di San Michele in Cagnano Varano e il culto del santo, di Leonarda Crisetti, ed. Gioiosa, 1993;

·                  La grotta di San Michele, in Una gemma del Gargano, Nicola De Monte, Arti grafiche il Pescatore, FG, pp.169-171;

·                  La grotta di San Michele in Cagnano Varano, in Vagabondaggi Garganici, di D’Addetta, FG 1960;

·                  Il Liber de Apparitione e il culto di San Michele nel Gargano, Otranto, in Puglia Paleocristiana e medievale;

·                  San Michele tra luce e ombre, M. A. Ferrante, ed. del Golfo, 1991;

·                  Il pellegrinaggio delle compagnie a San Michele Arcangelo sul monte Gargano, De Vita;

·                  Una gemma del Gargano, N. De Monte, Foggia;

·                  La laguna di Varano, una risorsa da valorizzare, Leonarda Crisetti grimaldi, Grenzi, 2000

·                  Cagnano Varano, centro storico, economia, costumi, salute, società, Leonarda Crisetti Grimaldi, tip. Acropolis Manfredonia, 1999;

·                  I sepolcreti ipogei inediti ed editi nel gargano settentrionale, A. M. Ariano, in Promontorio garganico Tardoromano e Paleocristiano, Vico del Gargano, Gruppo archeologico Garganico, S. Ferri, 1982;

·                  Gli scavi del 1953 nel piano di carpino, C. D’Angelo;

·                  Uria, Del Viscio, S.T.E.B. Bari, 1921;

·                  Gli scavid el 1953 nel piano di carpino, la documentazione archeologica di età romana, E. Lippis, in Promontorio garganico c it.

·                  Le colonie cassinesi in Capitanata, Leccisotti, Montecassino, 1938;

Regesta di San Leonardo di Siponto a cura di Camobreco, Roma 1913.

 

 

  

1 Si consulti la carta: “ Aree di importanza naturalistica della laguna”  p. 153 ; per le foto scegliere tra  pp 17-24; 104-110; 169-176 del libro La grotta di san Michele, Itinerari lungo la laguna, Leonarda Crisetti Grimaldi, Acropolis 1999

 

 

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Pubblicato da su 18 gennaio 2008 in luoghi della memoria

 

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