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Posa della prima pietra Liceo Cagnano Varano

30 Dic

Art. 22/01/2006

 

POSA DELLA PRIMA PIETRA per il completamento del Liceo De Rogatis di Cagnano Varano con indirizzo linguistico-pedagogico, Sezione staccata di Sannicandro Garganico

 

Sabato, 21 gennaio 2006: mancano pochi minuti alle ore 13.00, ed è Matteo Bocale, un bambino della primaria, a posare la prima pietra del secondo stralcio dell’edificio scuola superiore di Cagnano Varano. Bambino invitato dal presidente della Provincia di Foggia, dr Carmine Stallone, dato che la scuola è dei cittadini, la scuola è dei giovani.

 

Il primo cittadino di Cagnano, nonché assessore provinciale, dr Nicola Tavaglione, elogia la politica di Palazzo Dogana, che nel 2005 ha investito 35 miliardi di euro nei lavori pubblici-edilizia scolastica, per offrire ai giovani una robusta formazione. Finanziamenti che consentiranno anche la realizzazione del progetto di Cagnano, che si sta dotando “di un istituto moderno, ove i giovani possano conseguire la formazione richiesta dall’esigenza dei tempi e dalle logiche del mercato del lavoro”.

 

“Sono stati già spesi 2.300 mila euro per il primo stralcio; seguirà la realizzazione di un secondo stralcio che prevede la sistemazione di tutta l’area esterna (recinzione, parcheggio, giardini), l’aula magna e la creazione di un’altra costruzione speculare a questa esistente; e di un terzo stralcio, che prevede la realizzazione di impianti sportivi. Investimento complessivo 4 milioni e 500 mila euro.

L’aula magna- continua il sindaco- sarà importante anche per il comune e per il territorio limitrofo, vista la carenza di strutture ove si possano svolgere convegni, per i giovani in quanto importante punto di aggregazione.

 

Sottolinea quindi l’orgoglio e la felicità per l’opera, “snodo dell’economia locale, delle realtà produttive che operano sul territorio, per gli enti locali e l’università. La vocazione agro-alimentare della Capitanata e di Cagnano, il settore ittico, troveranno nel nuovo liceo linguistico- pedagogico un sostegno importante, un laboratorio di sperimentazione, di crescita, di confronto culturale, grazie al quale a tanti giovani sarà offerta una formazione moderna, centrata sulle vocazioni del territorio”.

 

Passaggio condiviso da tutti gli altri oratori: dr Antonello Summa, ass. prov. ai lavori pubblici, rag. Giuseppe De Leonardis, ass. provinciale alle politiche educative, prof. Antonio Scalzi, dirigente del Liceo, il quale dietro alle vive sollecitazioni del sindaco “ad attivare al più presto nuovi indirizzi di studio adeguati alle vocazioni e all’economia del territorio”, prontamente risponde che tale invito non può che trovarlo d’accordo. Partecipa al numeroso pubblico dei presenti – alunni e docenti del primo e del secondo ciclo, nonché genitori, rappresentanti delle forze produttive, culturali e partitiche locali invitati- , che ha dovuto accantonare un progetto già pronto, sia perché respinto dal CSA, sia “perché non avevamo i locali; ora che questi locali li avremo, ci sentiamo fortemente impegnati affinché questa cittadina possa avere ciò che merita: un liceo polivalente con sbocchi professionali fortemente rispondente alle vocazioni del territorio”.

 

Il preside richiama l’esigenza di fare squadra, tra amministrazione provinciale, comunale e scolastica, di sinergie e di concordia tra politici e operatori scolastici, che condividendo il medesimo obiettivo, in questo caso il futuro dei cagnanesi, potranno centrarlo. “Il binomio politica-cultura può dare frutti, come li sta dando”. 

 

L’ex preside Muscarella anche lui felicemente  emozionato, dice che “a Cagnano ha lasciato un pezzo di cuore”, che è bello rivedere persone che si è amato, con cui si è lottato, “ e vedo che tutto il tempo che abbiamo dedicato a questo istituto [vent’anni circa] è stato un tempo speso bene”. Gioia condivisa dagli alunni, che hanno persino scioperato, per vedere realizzato il primo stralcio, meritandosi rimproveri di genitori, docenti e presidi, felici, infine, di vedere realizzarsi il progetto-scuola.

 

Chiude il capo di Palazzo dogana, che apre ricordando il valore simbolico della cerimonia, che segna “l’inizio di un percorso importante, [la costruzione di un’opera pubblica], la quale andrà ad arricchire la comunità civile”. Indugia sulla difficoltà di reperire fondi, sottolinea con orgoglio “il bilancio particolarmente sano della provincia da lui amministrata”. Ricorda l’impegno profuso, la preparazione che ha dovuto acquisire sul campo, dato che, “purtroppo governare non è qualcosa che si possa imparare all’università o sui libri di testo”, la capacità di porsi in ascolto alle vocazioni del territorio, percorrendolo, amandolo”. E le soddisfazioni provate nel porre ascolto “ a questo meraviglioso e generoso territorio di Capitanata, una risorsa che non sempre riusciamo ad utilizzare al meglio” […].

 

I cittadini di Cagnano- di cui penso di farmi interprete- sono indubbiamente soddisfatti dell’iniziativa coraggiosa del presidente di Capitanata, che ha voluto destinare anche alla scuola di Cagnano, fucina di formazione e di allocazione sociale, il frutto dei “faticosi risparmi” della sua politica.

 

Convengono che in tale operazione sia stato forte il contributo dell’assessore e primo cittadino di Cagnano, decisiva anche la partecipazione solidale di tutta l’amministrazione. Non vanno però tralasciati i continui appelli, talvolta anche forti, dei cittadini, gli impegni di un ventennio.

 

Ringraziano perciò le autorità per questa scelta coraggiosa e rispettosa, volta non solo “ad assistere i comuni piccoli”, ma a gettare le basi di uno sviluppo socio-economico-culturale, prendendo atto finalmente- si spera- di quelle vocazioni del territorio, ben sottolineate dal sindaco Tavaglione, rappresentate dalla risorse ittiche, agricole e zootecniche di Cagnano Varano.

 

Un liceo polivalente che coltivi la formazione professionale- come hanno evidenziato quasi tutti gli oratori- non può che tornare utile anche sul piano della formazione, valorizzando le formae mentis variegate dei cittadini di Cagnano.  Liceo polivalente che richiede per davvero quella sinergia e concordia appellata da Scalzi, se è vero che si ha  a cuore il futuro di Cagnano, che dispone di giovani “intelligenti, capaci, generosi e disponibili”, giovani che necessitano di investire in loco quel capitale invisibile accumulato nella scuola, contrastando il vistoso e deprecabile fenomeno della disoccupazione intellettuale e del depauperamento dei piccoli centri.

 

Giovani che, tuttavia, per realizzare gli obiettivi di formazione e di allocazione sociale, propri della scuola di oggi, hanno bisogno di appropriarsi di tecniche e di competenze informatiche, e non solo di conoscenze.

 

La scuola moderna auspicata, in grado di fronteggiare le sfide della società conoscitiva e tecnologica e di farci sentire alla pari con i cugini europei, non può, tuttavia, essere solo strutturalmente “bella”, ma anche funzionale, dotandosi di tecnologie, tra cui i computer, che la scuola possiede, ma che da oltre un anno sono inattivi per qualche disfunzione tecnica. 

 

Quella scuola moderna “volta a superare le divergenze tra chi ha i mezzi per accedere alle opportunità della società dell’informazione e chi non li ha”- di cui parla il sindaco, protesa a realizzare il principio dell’equità, si vede tarpata le ali, se non consente ai giovani di accedere ai computer e di avvalersi degli strumenti tecnologici, in modo da imparare meglio le lingue, da variegare l’attività d’insegnamento-apprendimento, di navigare in internet. Ciò soprattutto in considerazione del fatto che molti dei nostri alunni a casa il computer non l’hanno.

 

Un grano di sale guasta la minestra, caro presidente, e allora, insieme alle grandi opere, perché non si prodiga a rendere fruibili questi potenti mezzi di comunicazione e d’informazione, tanto più che la differenza sociale nel futuro non sarà segnata sulla base della ricchezza posseduta, ma dalla padronanza o meno delle tecnologie? E’ vero, prima non era così, ma oggi, la scuola del gesso e della lavagna, come ben sa, non basta più.

 

E siccome  io credo fondamentalmente nella metafora del “buon padre di famiglia”, volendo pensare che si tratti di un semplice disguido, da buon padre di famiglia faccia in modo che anche i giovani liceali di Cagnano non si vedano preclusa la via di internet e la possibilità di familiarizzare con questo potente strumento di formazione e di allocazione sociale.

 

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Pubblicato da su 30 dicembre 2007 in notizie di cronaca

 

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