RSS

Il gioco nele Indicazioni della Moratti

29 Dic

 

 

Il gioco nella Riforma  Moratti

[Allegato A, Indicazioni Nazionali per i Piani Personalizzati delle Attività Educative nelle Scuole dell’infanzia, previsto dall’art. 12,comma 2 del decreto leg. N. 59, 19 febbraio 2004, attuativo della L. 28 marzo 2003, n. 53]

Le Indicazioni Nazionali esplicitano i livelli essenziali di prestazione a cui tutte le Scuole dell’Infanzia del Sistema Nazionale di istruzione sono tenute per garantire il diritto personale, sociale e civile dell’istruzione e alla formazione di qualità.

Tali Indicazioni, che vanno a sostituire gli Orientamenti ’91, dopo aver richiamato la necessità di promuovere l’uguaglianza di cui all’art. 3 della Costituzione e alla necessità di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della personalità, affermano che la scuola dell’Infanzia si connota come “ambiente educativo e di apprendimento”, che integra e mette ordine nelle esperienze del bambino e della bambina, partendo dal contatto diretto con la realtà e sviluppando ogni dimensione della personalità, cogliendo le opportunità di crescita che provengono dalle interazioni significative con i coetanei e con gli adulti, progettando interventi flessibili, operando in un clima caratterizzato da simpatia e curiosità, attività costruttiva, giocosità ludica, volontà di partecipazione, cooperazione e comunicazione, collaborando con le famiglie.

L’allegato A delle succitate Indicazioni, al quinto paragrafo, nel raccomandare di escludere ogni impostazione volta a precocizzare gli apprendimenti formali, riconosce tra i connotati essenziali:

“la valorizzazione del gioco in tutte le sue forme ed espressioni (e, in particolare il gioco di finzione, di immaginazione, di identificazione per lo sviluppo della capacità di elaborazione e di trasformazione simbolica delle esperienze)”. Sostiene che “la strutturazione ludiforme dell’attività didattica assicura ai bambini esperienze di apprendimento in tutte le dimensioni della personalità”, riconoscendo nel gioco un potente e completo strumento di sviluppo.

Altri elementi da valorizzare sono: “la relazione personale significativa tra pari e adulti, come azione necessaria per pensare, fare e agire”, “il fare produttivo”, “le esperienze dirette di contatto con la natura, le cose, i materiali, l’ambiente sociale e la cultura” al fine di “orientare e guidare la naturale curiosità in percorsi via via pi ordinati ed organizzati di esplorazione e di ricerca”.

Ogni attività di apprendimento, quindi, espressa nei campi d’esperienza – che sono ridotti a quattro[1]– devono valorizzare il gioco in ogni forma ed espressione, privilegiando i giochi simbolici.


[1] Il sé e l’altro, Corpo, movimento, salute, Fruizione e produzione di messaggi, Esplorare, conoscere, progettare.

Advertisements
 
Lascia un commento

Pubblicato da su 29 dicembre 2007 in psicopedagogia

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: