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Cagnano Varano, cenni storici

29 Dic

 

 

 

CAGNANO VARANO, cenni storici

 

Cagnano è un centro abitato del Gargano Nord. Inizialmente era conosciuto coi toponimi Canianum, Canyanum, Caniani, Caniano, quindi Cagnano.  Il primo giorno del mese di settembre del 1862 fu proposto e  approvato dal Consiglio presieduto dal sindaco, don Gennaro De Monte, che a Cagnano fosse aggiunto Varano, conoscendo per tradizione verbale, che esisteva a non molta distanza da questo comune, l’antica città denominata Varano, dalla cui distruzione ne è venuto l’origine di questo comune, come pure quello di Carpino e di Ischitella, perciò concordemente delibera che  a questo Comune, al nome di Cagnano si aggiunga quello di Varano, che si dica Cagnano Varano.

 

 

                               

 

 

Il casale Canjanum era già vivo nell’Altomedioevo, tuttavia nel territorio di Cagnano dalla Preistoria all’età di mezzo si sono succedute diverse comunità, le quali abitarono caverne, capanne e costruirono villaggi. Si tratta di gruppi stanziati sia dalla parte montana, a sud e ad est dell’abitato, sia lungo la costa meridionale dell’attuale laguna di Varano, un tempo un golfo, il sinus Urias di Pomponio Mela. Ricordiamo:

 

·   Vadovina (da vadus e ovis, lett. passaggio della pecora), a circa 3 km a nord-est del centro abitato, uno dei primitivi insediamenti umani, con resti litici di forma grossolana risalente al Paleolitico inferiore (tra 1 milione e 700 mila anni);

·   Grotta di San Michele Arcangelo, a 3 Km da Cagnano Varano, risalente al Paleolitico (Musteriano);

·   Cava la Rena, a nord-ovest della laguna di Varano, nei pressi della foce di Capojale, dell’età del Bronzo;

·   “Aggere in Coppa Castedd”, conosciuto localmente col toponimo “Cast’ddara”, tra Bagno e Grotta di San Michele, con tracce del Neolitico e del Bronzo;

·    Complesso ipogeico preistorico con tombe caratteristiche “a bisaccia” e paleocristiane sul poggio di Bagno, a Sud della laguna;

·    Insediamenti romani e longobardi nella piana Cagnano- Carpino, nelle località Guado San Pietro, Piano, Pineto e Avicenna, oggetto degli scavi archeologici del 1953;

·   Fara longobarda nei pressi di San Nicola Imbuti;

·   Baranum, Bayrano, quindi Barano e poi Varano, nei pressi dell’attuale Crocifisso;

·   San Nicola Imbuti, detto anche San Nicola Varano, con “castrum” e “cellam” benedettina dell’XI secolo, ad ovest della laguna;

·   Vadoiannina ( da vadus Janus), a circa 2 km ad est di Cagnano, con tracce relative all’epoca romana  insistenti su antecedente insediamento litico;

·   Pagliettola, situato a circa 400 m s.l.m., nelle immediate vicinanze di Vadoiannina, di età del Bronzo;

·   Romingero, a circa 4 km a sud di Cagnano in prossimità di valle Fedele, di epoca romana.

·   Arena Daniele e Giardenera, dove sono tuttora presenti interessanti ipogei paleocristiani, a  sud-est dell’abitato.

Alcune delle suddette comunità erano preesistenti, altre coeve e qualcuna posteriore a quella che viveva nel centro storico di Cagnano Varano denominato “Lu Caut”.

Probabilmente le origini di Cagnano risalgono all’epoca tardo-romana, come lascerebbe supporre lo studio etimologico. Le ipotesi più accreditate fanno derivare “Canjanum” da “Canius”, nome gentilizio romano, o da “Ca Janum”, casa di Giano, il cui culto era diffuso nel Gargano. A sostegno di quest’ultima ipotesi sarebbe anche il toponino Vadus Jannina. 

La fonte più antica datata è un Diploma dei principi longobardi Landolfo I e Landolfo IV, col quale nel 969, il feudo di Cagnano fu assegnato in beneficio al santuario di San Michele in Monte Sant’Angelo.

Il feudo fu poi amministrato da baroni normanni. Nel 1095 era infatti signore e padrone di quasi tutto il Gargano il conte Enrico. Con un suo diploma, Cagnano divenne suffeudo del monastero di San Giovanni de Lama, oggi San Matteo. Nel 1177 Cagnano entrò a far parte delle terre a servizio della regina Giovanna, sposa del re Guglielmo e figlia di Enrico II, re d’Inghilterra, della stessa stirpe normanna.

Si segnala la cospicua eredità lasciata dai Longobardi, attestata da alcuni costumi locali, ad es. dalla dote che ricevono ancora oggi dalle famiglie i giovani sposi, dal culto di San Michele e dalle numerose edicole dedicate all’Arcangelo, dalle vie, dalle chiese, dalla grotta, da tanti cittadini battezzati a suo nome.

Durante le dominazioni Sveva e Angioina, Cagnano era compreso ancora nell’Onore di Monte Sant’Angelo. Nel XIII secolo, oltre al casale “Caniani” c’era un “castrum Caniani”. Dal 1326 al 1482 il feudo di Cagnano fu dei della Marra.

Alla fine del medioevo (1492) le terre di Cagnano e di Carpino passarono al napoletano Giovanni di Sangro, per essere concesse nel 1497 dal re Ferdinando d’Aragona a Troiano Mormille. Nel 1526 tale feudo fu venduto ad Antonio Loffredo per 38.000 ducati. Dai Loffredo, passò nel 1596 ai Nava. Quindi se ne impossessò la famiglia Vargas.

Nel 1628 Alfonso de Vargas vendette a sua suocera, Giulia D’Aiello, per ducati 10 mila il feudo di Cagnano, che nel 1630 acquisì il titolo di ducato. Lo stemma di Cagnano viene attribuito alla famiglia d’Aiello. Esso comprende uno scudo con pastorale in campo azzurro, (e forse anche rosso), sormontato da una corona ducale. Ai Vargas seguirono i Vargas-Cussavagallo nel 1732, quindi il feudo passò ai Brancaccio, ultimi signori feudali. Nel 1806, con Giuseppe Bonaparte furono cancellati i vecchi privilegi e, al momento dell’Unificazione, Cagnano divenne comune del Regno d’Italia.

Nel 1862 a Cagnano fu aggiunto Varano, in memoria della cittadina esistente in passato sulle rive della laguna. La laguna di Varano, per tre quarti compresa nel territorio di Cagnano, con i suoi prodotti, con la sua storia e con la sua bellezza, costituisce uno dei più rilevanti punti di forza di questo paese garganico.

 

Il centro storico

Il nucleo più antico del centro storico di Cagnano, “Lu Caut”, è indubbiamente interessante  per le sue  stradine, strette e acciottolate, per i profferli e per le case in gran parte appollaiate le une alle altre, simili a “buchi” incavati nella roccia, dipinte rigorosamente di bianco. Nel centro storico spiccano alcune emergenze architettoniche costituite dal Palazzo Baronale, dalla Chiesa Madre, dall’Ospedale, dalle Case Giornetti, Petruzzelli, Russi, Sanzone, Curatolo, Tedeschi e De Monte.  Questi palazzi gentilizi  si distinguevano rispetto alle restanti umili dimore, per i loro portali, farmacie, stemmi e per la loro imponenza.

 

Attenzione particolare merita il Palazzo baronale, che per diversi secoli è stato dimora di baroni e principi, sicuramente dei Vargas e dei Brancaccio. Di probabile epoca normanna, ma sicuramente angioina, all’origine dovette essere utilizzato come luogo di difesa, “castrum”. Fu rimaneggiato più volte fino ad assumere l’aspetto attuale. Tra il XVII e il XVIII secolo infatti il castro divenne  Palazzo residenziale dei feudatari.  Si tramanda che i nobili esigessero lo “ius primae noctis”.

Merita attenzione anche la Chiesa matrice, Santa Maria della Pietà, che si affaccia su  un’antica piazza, dominando con la sua facciata e con l’alta torre campanaria. Il din-don dell’orologio della torre per lungo tempo ha invitato i cittadini alla preghiera e al lavoro, scandendo i ritmi della giornata, e, quando le famiglie cominciarono ad avvertire la sete di sapere, sollecitò i bambini ad andare a scuola.

 

Si pensa che nell’ edificio più antico si officiasse già nel 1325, mentre il 25 gennaio 1676 la Chiesa Madre fu consacrata, Santa Maria della Pietà’, dall’arcivescovo Vincenzo Orsini, eletto poi papa, col nome di Benedetto XIII. Negli ultimi due secoli Cagnano Varano si è evoluto lungo i corsi Umberto, Roma e P. Giannone. Su quest’ultimo si affaccia il settecentesco convento dei Padri Riformati Francescani, ora ex municipio, con l’interessante chiostro.

 

Ai piedi del centro storico, in direzione sud, è sito il vecchio convento di San Francesco, del 1300, voluto dallo stesso frate di Assisi. Il sito era un crocevia importante, stazione dei pellegrini e viandanti, che vi giungevano anche dopo aver visitato la Grotta di San Michele, in Cagnano Varano, per poi dirigersi verso Monte Sant’Angelo, San Matteo, San Giovanni.

Tra il 1600 e il 1800 l‘abitato di Cagnano, sebbene coincidesse ancora sostanzialmente con “lu Caut”, aveva già sviluppato i nuclei del Casale e della cosiddetta via Media (corso Roma). 

 

  Nel XVIII secolo iniziò lo sviluppo urbanistico lungo via Coppa ( così detta perché sita nella parte più elevata del paese) e via Mercato, luogo di esposizione dei prodotti e, in seguito, di sosta della rinomata fiera. Esse costituiscono il primo tratto dell’invidiabile Corso Giannone, dedicato al famoso giurista e letterato illuminista di Ischitella.

 

Personaggi

Cagnano ha dato i natali a personaggi noti oltre i confini nazionali come il chirurgo Nicola D’Apolito, inventore della sutura delle ferite, definita “a tempo” o “alla D’Apolito”, e Carmelo Palladino, uno dei primi socialisti internazionalisti e anarchici, compagno di Bakunin, di Cafiero e Malatesta.

 

 

 

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Pubblicato da su 29 dicembre 2007 in paesi garganici

 

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